Pioggia di bonus ai dipendenti delle case tedesche. E Fiat?

14 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Crisi? Ma quale crisi. Questo avranno dovuto pensare i dipendenti delle case automobilistiche tedesche Volkswagen, Audi, Porsche e il gruppo Daimler alla vista dei bonus a loro accordati.

I quattro colossi hanno registrato utili record l’anno scorso: cio’ ha permesso ai dirigenti di premiare i lavoratori alla fine dell’anno. La Palma d’oro e’ stata assegnata a Audi: il costruttore ha promesso 8.251 euro in piu’ a ciascuno dei suoi stipendiati.

Da parte sua Porsche ha versato 7.600 euro ai suoi 8.500 dipendenti. Il gruppo Volkswagen, che ha vissuto un anno da record con un utile pari a 15,4 miliardi di euro ha assegnato ai suoi 9.000 stipendiati 7.500 euro ciascuno, quasi il doppio dei bonus dell’anno prima (4.200 euro).

Daimler ha ufficializzato il versamento di 4.100 euro a ciascuno dei suoi 125.000 dipendenti, mentre BMW ha appena annunciato di avere archiviato il 2011 con un profitto pari a 5 miliardi di euro: anche in questo caso i lavoratori possono gia’ incominciare a sfregarsi le mani pensando al premio che si apprestano a ricevere.

Non solo, la casa dell’Elica ha indicato che assumera’ 4 mila nuovi dipendenti nel 2012, alzando il personale a 104.000 persone. Una strategia destinata ad aumentare ancora i volumi di vendita.

Fiat si sta invece muovendo nella direzione opposta si sta muovendo. Capita infatti che mentre Volkswagen e’ a ridosso di Toyota nella classifica mondiale dell’automobile e si accinge a premiare in denaro i suoi operai, l’Italia e’ ufficialmente in recessione, come ha certificato ieri l’Istat.

Ora che la casa torinese paga la crisi europea a rimetterci sono i piu’ deboli: quei lavoratori e quegli operai che sono finiti in cassaintegrazione per effetto della chiusura di alcuni stabilimenti.

Ma anche nei tempi d’oro dell’era Marchionne, quando il business fioriva, i profitti venivano condividisi tra i dirigenti, con una bella manciata di stock option per l’AD di origini svizzere e canadesi. Al momento il manager guadagna quanto 6.400 operai: tre milioni di stipendio e cento di stock option.

Dal 2011 al 2014 gli spettano 8,75 milioni di opzioni e bisogna anche considerare 4 milioni di stock grant, cioe’ il diritto di ricevere azioni gratis. A conti fatti, sulla base delle quotazioni del titolo Fiat, il guadagno complessivo di Marchionne sfiorerebbe i 200 milioni.

Somma extra da aggiunhere al normale stipendio del numero uno Fiat. E totale che va confrontato con gli stipendi, ben piu’ bassi delle media europea, degli operai di Mirafiori: circa 1.200 euro al mese.

In questo video il Ceo di BMW Ian Robertson e Sergio Marchionne, il suo omologo di Fiat, discutono delle prospettive del settore automobilistico europeo nel 2012: