Pil Usa II trim. rivisto al ribasso a +1%, timori economia

26 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York -Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti relativo al secondo trimestre del 2001 è stato rivisto al ribasso al +1%, dal +1,3% inizialmente comunicato. Il dato è stato peggiore delle stime, dal momento che gli analisti avevano previsto una revisione al ribasso, minore, al +1,1%.

Si tratta del quarto trimestre consecutivo che vede l’economia americana viaggiare al di sotto del suo potenziale, che corrisponde a un rialzo del Pil compreso tra il 2,7% e il 3%. L’indicatore mettono in rilievo tutta la debolezza a cui continua a far fronte l’economia numero uno al mondo e, anche, le sfide che il presidente Barack Obama si trova a dover combattere.

La revisione al ribasso del Pil del secondo trimestre è stata alimentata principalmente da una minore crescita delle esportazioni e da un’inferiore attività di accumulazione delle scorte.

Di fatto, il dato relativo alle esportazioni è stato rivisto al ribasso a +3,1%, contro il +6% inizialmente comunicato. Il valore totale delle scorte è aumentato invece nel trimestre terminato a giugno di $40,6 miliardi, e non di $49,6 miliardi di dollari come era stato reso noto nella comunicazione precedente del Pil.

Non sono mancate tuttavia alcune revisioni al rialzo. Le spese per consumi sono cresciute infatti dello 0,4% nel secondo trimestre dell’anno, riviste al rialzo rispetto al +0,1% del dato preliminare.I profitti aziendali sono saliti inoltre del 3% a $57,3 miliardi, mentre i redditi personali disponibili sono avanzati dell’1%, meno del +1,2% del primo trimestre, ma meglio del +0,7% inizialmente reso noto.

L’indice delle spese per consumi personali core – un indicatore dell’inflazione che esclude le componenti più volatili dei prezzi energetici e alimentari – è aumentato del 2,2%.

Nel commentare il dato, intervistato da Bloomberg, Robert Brusca, responsabile economista presso Fact&Opinion Economics a New York, ha sottolineato che “non sembra che i consumatori abbiano l’umore giusto per effettuare acquisti. L’economia continua a essere più debole di quanto pensassimo. Sembra che la congiuntura stia diventando ancora più debole, riflettendo anche le più deboli condizioni economiche estere”.