PIL USA: I COMMENTI
DEGLI ECONOMISTI

27 Luglio 2001, di Redazione Wall Street Italia

I dati sul PIL – in crescita dello 0,7% nel secondo trimestre – danno il quadro di un’economia che a malapena riesce ad evitare la recessione.

“Le prospettive rimangono immutate: – ha commentato Sherry Cooper, stratega globale di BMO Nesbitt Burns – crescita lenta con rischi di calo nella seconda parte dell’anno danno ampio supporto a un allentamento della politica monetaria”.

La maggior parte degli economisti, pero’, ha maggiori speranze.

“Questo e’ il passato; il futuro e’ piu’ roseo – ha commentato invece Ian Shepherdson, economista di High Frequency Economics, che pensa, come la maggior parte degli economisti, secondo gli ultimi sondaggi – che l’economia si riprendera’ nel terzo trimestre con una crescita dell’1,9%“.

Anche Bruce Steinberg, capo economista di Merrill Lynch pensa che la parte peggiore del rallentamento si sia verificata nella prima meta’ dell’anno e che il terzo trimestre dovrebbe crescere di circa il 2% per poi riprendersi al 3,5% nell’ultimo periodo dell’anno e al 4% l’anno prossimo. Al momento, Merrill Lynch prevede un taglio dei tassi di 25 punti base al prossimo incontro del FOMC, ma non esclude ulteriori allentamenti giustificati dai dati sulla disoccupazione della prossima settimana.

“Se la recessione e’ una brutta influenza, sembra che ora l’economia americana abbia solo un raffreddore“, ha aggiunto Bill Cheney, capo economista di John Hancock Financial.

Le aspettative erano di una crescita di almeno lo 0,9%, ma “sebbene un po’ deboli le cifre siano in linea con le previsioni – ha sottolineato Astrid Adolfson, economista di MCM Moneywatchper il mercato dei bond e’ un punto a favore; per la Fed significa il via libera per un ulteriore taglio di 25 punti base all’incontro di agosto”.

“Le buone notizie stanno nel segno positivo – ha ricordato Wayne Ayers – abbiamo evitato la recessione e continueremo a farlo”.

Il rischio peggiore, pero’ sono i consumatori” ha continuato il capo economista di FleetBoston Financial.

La spesa al consumo – che ammonta per due terzi del PIL – e’ infatti aumentata del 2,1% – dopo essere cresciuta del 3% nel primo trimestre – l’incremento piu’ debole degli ultimi quattro anni.

E’ il crollo degli investimenti aziendali che sta uccidendo l’economia – ha pero’ commentato Avery Shenfeld, economista di CIBC World Markets – e la Fed deve mantenere i consumatori in movimento mentre questo problema si risolve”.

La spesa in conto capitale continuera’ ad indebolirsi a causa di un eccesso di offerta nel settore infrastrutture per la telecomunicazione”, ha previsto Sung Won Sohn, capo economista di Wells Fargo, ipotesi che trova concorde anche Merrill Lynch.

“Nel terzo trimestre la spesa in conto capitale continuera’ a scendere – ha commentato Steinberg – ma grazie al veloce smaltimento delle scorte delle apparecchiature per la telecomunicazione la spesa high-tech dovrebbe riprendersi nella prima meta’ dell’anno prossimo”.

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