PIL USA FORTISSIMO, QUASI ASIATICO: SALE +7,2%.

30 Ottobre 2003, di Redazione Wall Street Italia

L’America cresce a tassi di sviluppo cinesi. E il mercato finanziario tira un sospiro di sollievo. Il Prodotto Interno Lordo Usa – un dato che rappresenta il valore totale di tutti i beni e servizi prodotti nella nazione – relativo al terzo trimestre del 2003 ha registrato un aumento del 7,2%. Si tratta della piu’ forte crescita dell’economia americana dal primo trimestre 1984, ed e’ di gran lunga superiore alle aspettative del consensus.

Lo ha comunicato il dipartimento del Commercio Usa.

Il risultato, che rappresenta la rilevazione preliminare del dato, e’ superiore alle aspettative del mercato che erano per un +6,0%.

Nel secondo trimestre la crescita del Prodotto Interno Lordo si era fermata al +3,3%.

Lo sviluppo economico Usa, il piu’ forte degli ultimi 20 anni, e’ stato alimentato sia dalla crescita della spesa in consumi sia dalle spese delle aziende.

“Queste sono soltanto buone notizie”, ha detto a Bloomberg Laurence Meyer, ex governatore della Federal Reserve, “l’economia ha davvero girato l’angolo”. Gli americani hanno comprato beni a un tasso che e’ stato il piu’ forte degli ultimi sei anni, grazie alle ricadute positive di un prelievo fiscale in calo e all’impressionante ondata di rifinanziamenti di mutui immobiliari, e inoltre ai prestiti auto e alle carte di credito, che offrono tassi d’interesse ai minimi da decenni.

Nel dettaglio, il deflatore del PIL ha fatto segnare +1,7% contro il +1,5% previsto e il +1,0% del secondo trimestre. E’ il segnale che il pericolo deflazione e’ ormai sotto controllo.

La crescita registrata non e’ solo molto forte, anche la sua composizione autorizza una visione ottimistica.

Le esportazioni sono cresciute del 9,3% contro un -1,0% del secondo trimestre. Le importazioni hanno fatto segnare un +0,1% contro il +8,8% precedente.

I consumi personali sono cresciuti del 6,6% rispetto al +3,8% del secondo trimestre. I beni durevoli sono saliti del 26,9% dal +24,3%, forte l’accelerazione di quelli non durevoli passati al +7,9% dal +1,4%.

Buone anche i dati che arrivano dalle scorte di magazzino del settore privato, scese dello 0,67% dopo un calo dello 0,74% nel secondo trimestre. Il valore delle scorte e’ diminuito di $35,8 miliardi nel terzo trimestre, di $17,6 nel secondo mentre e’ aumentato di $4,8 nel primo.

Per quanto riguarda la spesa statale, l’investimento lordo e’ cresciuto dell’1,4% contro il +25,5% del secondo trimestre. In particolare la spesa per la difesa e’ rimasta invariata contro il +45,8% precedente. La spesa per il settore civile e’ cresciuta del 4,1% contro il -5,4% del secondo trimestre.