Pil Italia frena. Ripresa stentata

10 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’economia dell’Italia “dovrebbe tornare a tassi di crescita precedenti alla crisi”, secondo le ultime previsioni della Commissione europea, mentre nella fase di tensioni degli anni più recenti “il governo ha mantenuto posizione di bilancio prudente”. Lo ha rilevato il Commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, durante una audizione alla Camera dei deputati, e richiamandosi alle ultime stime dell’esecutivo comunitario.

Quanto alle sfide che secondo la Commissione la penisola deve affrontare, la prima è che “bisogna ridurre il rapporto debito-Pil”, ha aggiunto Rehn, l’altra sfida è “rafforzare il potenziale di sviluppo. Nella valutazioni della Commissione europea – ha spiegato – questa è la duplice sfide da raccogliere in Italia”.

Intanto dal fronte economico proprio oggi sono arrivati due dati poco confortanti.

Il pil ha registrato una crescita dello 0,3% nel terzo trimestre del 2010 rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,1% su base annua. L’Istat ha così rivisto al rialzo le stime del 12 novembre scorso che indicavano un +0,2% sul trimestre e un +1% su base annua. Tuttavia la crescita rappresenta una flessione rispetto al +0,5% registrato nel secondo trimestre 2010 e al +1,3% su base annua.

Il terzo trimestre 2010, spiega l’Istat, ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre 2009. La crescita acquisita per il 2010 è pari all’1%.

L’ Istat ha comunicato anche il dato sulla produzione industriale di ottobre: dai numeri, emerge una ripresa piu’ stentata di qualche mese fa. Nel mese di ottobre la contrazione mensile su base destagionalizzata e’ stata pari infatti a -0,1%, dopo -2,1% del mese di settembre, e nettamente peggiore delle attese deli economisti che prevedevano un progresso pari a +0,9%.

Si tratta del secondo mese consecutivo in territorio negativo. Su base annuale grezza, la variazione annuale e’ invece negativa pari a -0,2%, il segno meno non si vedeva da gennaio 2010. Su base annuale, corretta per gli effetti di calendario, la ripresa della produzione resta in territorio positivo a +2,9%, ma si tratta del minimo dallo scorso febbraio (+3,3%).

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L’Italia ha gestito la crisi finanziaria ”bene” e la previsione e’ quella di ”un ritorno ad una situazione pre-crisi”. E’ una ”buona notizia” perche’ si ”parla di crescita, anche se piuttosto moderata. Le prospettive per l’Italia e per la Ue, fino al 2012 sono di un miglioramento” con una ”crescita economica che si rivela sempre piu’ autoalimentata”.

Sono queste le previsioni e le osservazioni del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, espresse nel corso della conferenza stampa insieme al ministro dell’Economia Tremonti al termine dell’audizione davanti alle commissioni Estero, Bilancio e Politiche Ue di Camera e Senato, a Montecitorio. Rehn ha sottolineato che ”grazie ad una politica fiscale prudente la situazione italiana e’ meno deteriorata rispetto ad altri Paesi Ue”: e’ un secondo segnale positivo che emerge, anche se non si puo’ sottacere che l’Italia dovra’ affrontare ”una doppia sfida, la riduzione del debito da un lato e il potenziamento della crescita attraverso riforme strutturali dall’altro”.

Rehn si e’ quindi soffermato sulle nuove parametrazioni che la commissione Ue sta predisponendo per monitorare il livello del debito dei Paesi, ”troppo spesso dimenticato prima della crisi”, assicurando che questi pero’ non daranno luogo ad ”automatismi, lasciando ampi spazi alla considerazione di fattori circostanziali” come ad esempio i fattori ciclici o, per quanto riguarda l’Italia, il debito pensionistico. ”In generale troveremo una soluzione che andra’ bene per tutti” ha assicurato Rehn, rilevando la necessita’ che ”l’Italia sia con noi, al nostro fianco nello sforzo comune per rafforzare la governance economica in Europa”. (Asca)