Pil Italia -1,4% nel 2012, per Bruxelles non serve un’altra manovra

11 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bruxelles – Per l’Italia sara’ ”crescita anemica”. A fine 2012 il Pil registrera’ una caduta dell’1,4%, e per il 2013 e’ attesa una leggera ripresa dello 0,4%. Lo rileva la Commissione europea nelle previsioni finanziarie di Primavera, diffuse oggi a Bruxelles. Lo studio dell’Ue prevedere per il nostro paese ”un’uscita lenta dalla nuova recessione”. All’Italia non serve comunque nessuna manovra aggiuntiva. Lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn.

Cio’ contrasta tuttavia con le indiscrezioni pubblicate da Wall Street Italia, che hanno avuto vasta eco negli ambienti politici a Roma e Bruxelles.

Leggere: Governo, ballano 20 miliardi nei conti pubblici 2012

Rispetto ai dati che la Commissione aveva stilato nelle previsioni dell’autunno 2011 (le ultime pubblicate), le previsioni di primavera evidenziano un contrazione del Pil reale dell’1,5% per l’anno in corso. E la disoccupazione continuera’ a crescere: ”Nel periodo 2012-2013 il tasso di disoccupazione e’ atteso in aumento di oltre un punto percentuale rispetto al periodo 2010-2011”, recita il rapporto.

In Italia, ricordano da Bruxelles, l’aumento del tasso di disoccupazione e’ iniziato nella seconda meta’ del 2011 e da allora non si e’ fermato. Va meglio sul fronte dei conti pubblici: l’Italia raggiungera’ il pareggio di bilancio nel 2013, afferma la Commissione: ”Si prevede che un pareggio di bilancio sia raggiunto in termini strutturali grazie alle correzioni aggiuntive per oltre mezzo punto percentuale di Pil”, si legge nel rapporto.

Quanto all’Eurozona, nessuna sorpresa: il rapporto di primavera, migliora i numeri diffusi in autunno ma conferma sostanzialmente quelli comunicati nel rapporto ”da interim” dello scorso febbraio. ”Una graduale ripresa e’ prevista a partire dalla seconda meta’ di quest’anno e dovrebbe guadagnare velocita’ nel 2013”, scrive la Commissione.

Nel 2012 il Pil dell’Eurozona e’ previsto in contrazione a -0,3% (-0,3 nel rapporto d’autunno), per il 2013 si prevede una ripresa con una crescita dell’1% (-0,8% nel rapporto d’autunno). Le migliori performance per Germania (+0,7% nel 2012; +1,7% nel 2013), Francia (+0,5% nel 2012; +1,3% del 2013), l’Irlanda (+0,5% nel 2012; +1,9% nel 2013), per l’Austria (+0,8% nel 2012; +1,7% nel 2013; per la Slovacchia (+1,8% nel 2012, +2,9% nel 2012).

In chiaro affanno il cosidetto Club Med: Grecia (-4,7% nel 2012, zero nel 2013), Portogallo (-3,3% nel 2012; +0,3% nel 2013), Spagna (-1,8% nel 2012; -0,3% nel 2013), Italia (-1,4% nel 2012;+0,4% nel 2014). Per il Pil della Ue si prevede crescita zero quest’anno e +1,3 nel 2013, quando ”il ritorno alla crescita dovrebbe condurre a un graduale miglioramento del mercato del lavoro”, scrive la Commissione Ue.

Resteranno comunque elevati i tassi di disoccupazione: all’11% nell’Eurozona per il biennio 2012-13, nel 2010 la disoccupazione era stata del 10,1%. Nella Ue, nel biennio, la disoccupazione sara’ del 10,3% contro il 9,7% del 2010. I bilanci pubblici dei paesi dell’Unione europa, nel 2011, sono invece migliorati significativamente, nonostante la contrazione del Pil.

In particolare, Bruxelles si attende che il deficit prosegua a calare dal 4,1% del Pil per quest’anno, al 3,6& nel 2012 per arrivare al 3,3% del Pil nel 2013, pero’, avverte la Commissione europea ”con considerevoli differenze tra gli stati membri”. ”Comunque – prosegue Bruxelles – l’assunto di politiche invariate implica che la maggior parte dei miglioramenti nell’Unione europea non strutturali possano essere inclusi nelle previsioni per il 2013”.