Piigs: spread in continuo rialzo, per fortuna c’e’ la Cina

27 Giugno 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: venerdì in area Euro i tassi di mercato tedeschi sono calati su tutte le scadenze, mentre quelli swap hanno chiuso invariati sulla parte breve ed in calo sul lungo.

Questa mattina i tassi swap sono in lieve aumento. Prosegue l’allargamento degli spread per i titoli periferici vs Germania. Sul tratto decennale sono stati registrati nuovi record per l’Irlanda, la Spagna e l’Italia (oltre i 220pb).

Il premier cinese Wen Jiabao, in viaggio in Europa, ha dichiarato che la Cina continuerà ad investire nei bond governativi dell’area Euro nel lungo periodo. La Cina ha le maggiori riserve valutarie al mondo (circa 3.000Mld$ su un totale mondiale di circa 10.000Mld$) e sta cercando di diversificare al di fuori del dollaro.

Secondo quanto riportato da Bloomberg che a sua volta 3 fonti anonime, le banche francesi avrebbero annunciato al governo di essere disponibili ad un roll-over parziale di circa il 70% del debito greco in scadenza tra il 2011 ed il 2014.

Il prossimo mercoledì è previsto il voto del parlamento greco sul piano di austerity quinquennale di 78 Mld€. Successivamente il 3 luglio i ministri delle finanze europei decideranno se la Grecia ha soddisfatto i requisiti necessari per ottenere la prossima tranche di aiuti.

Nell’ultimo report annuale della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), l’istituto ha dichiarato che la crescita economica globale dovrebbe rallentare in modo da ridurre le pressioni inflazionistiche globali e contenere i rischi di instabilità finanziaria. Ha aggiunto che le banche centrali dovrebbero cominciare ad alzare i tassi ad un ritmo più rapido che in passato.

Sul fronte macro oggi non sono previsti eventi di rilievo in area Euro. Negli Usa la seduta di venerdì si è chiusa con tassi di mercato che hanno proseguito la fase di calo, soprattutto sulla parte a lungo termine, in un contesto negativo per i listini azionari.

All’interno dell’indice S&P 500, solo il settore utilities è riuscito a chiudere la seduta positivamente, mentre i comparti che hanno registrato perdite maggiori sono stati quello petrolifero e tecnologico.

Sul fronte macro, in rialzo gli ordini di beni durevoli di maggio, grazie al recupero del settore dei trasporti che era stato penalizzato dalla crisi nucleare giapponese. Secondo quanto stimato da Bloomberg, gli acquisti della Fed successivi alla fine del QE2 ammonterebbero a circa 300Mld$ nei prossimi 12 mesi.

Nel weekend la commissione di Basilea ha raggiunto un accordo sui nuovi requisiti previsti per le banche di importanza sistemica (le cosiddette SIFI) nell’ambito degli accordi di Basilea 3. Il livello di capitale addizionale richiesto per tali banche nel periodo 2016-2018 è fissato nel range 1-2,5%, eccedente il limite del 7% previsto per tutte le banche. Inoltre è prevista la richiesta di un ulteriore 1% nel caso in cui alcune delle banche individuate come SIFI aumentino di dimensioni. I dettagli completi verranno pubblicati a fine mese di luglio.

Valute: euro in lieve deprezzamento nella seduta di venerdì, con il cross che dopo aver raggiunto quota 1,43 dopo la pubblicazione del dato sull’indice Ifo, ha perso terreno durante il pomeriggio sulla scia delle tensioni ancora alte sulla vicenda greca. In settimana il cross potrebbe risultare molto volatile in attesa del voto del parlamento greco sul piano di austerity. Importante sarà la tenuta del supporto posto in area 1,40/1,41.

Lo yen continua a stazionare poco al di sopra di area 80 vs dollaro con la resistenza più vicina collocata a 81,10 ed il supporto a 79,55. Questa settimana l’euro/yen trova un supporto importante in prossimità di 113,40-50, la resistenza a 115,80.

Terzo giorno consecutivo di deprezzamento dello yuan cinese vs dollaro.

Materie Prime: venerdì negativo per le commodity con l’indice GSCI sceso ai minimi da 5 mesi. Gli ultimi dati della Cftc mostrano come gli speculatori stiano continuando a ridurre le posizioni rialziste sulle principali materie prime, arrivate a i minimi dallo scorso luglio.

Questa mattina la fase di ribasso sta proseguendo con il greggio Wti calato sotto i 90$/barile e l’oro sotto soglia 1500$/oncia. La partenza negativa della sessione europea potrebbe in parte essere collegata anche all’aumento dei requisiti di capitale per le banche cosiddette SIFI ed alle incertezze per la votazione in Grecia.