PIIGS SOTTO ASSEDIO: SETTIMANA DA DIMENTICARE

5 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Macroeconomia

I mercati finanziari hanno vissuto ancora una volta una settimana carica di tensione sui rinnovati timori per i debiti sovrani dei paesi periferici dell’Area Euro, nonostante lo scorso fine settimana abbia visto i ministri dell’Eurogruppo riuniti a Bruxelles stabilire lo stanziamento di un salvataggio record per un paese, EUR110 mld fino al 2012 (di cui EUR30 mld da parte del FMI) per la Grecia stretta nella morsa del debito, dopo che Atene si è impegnata ad anni di rigida austerità.

Atene dovrà quindi accettare tagli durissimi su stipendi pubblici e pensioni, oltre a permettere licenziamenti più facili: le tasse saranno alzate, l’Iva passera’ dal 21% al 23% e salirà del 10% il prezzo della benzina, è prevista una tassa una-tantum sugli utili societari del 2010. Una cura da EUR30 mld per tagliare il rapporto deficit-Pil dall’attuale 13,9% ad un più rassicurante 3%
entro il 2014%.

La Bce ha anche annunciato la sospensione della soglia minima di rating per i titoli negoziabili di debito emessi dal Governo greco. Restano però dubbi e preoccupazioni tra investitori ed analisti finanziari sul fatto che il pacchetto di aiuti di EU/Fmi possa risultare insufficiente, e su “come e se” la Grecia sarà in grado di portare avanti i suoi impegni in materia di conti pubblici in un crescente clima di timori di scioperi e di disordini sociali.

Cresce il nervosismo anche per i “timori di contagio” ad altri paesi periferici
dell’Unione monetaria, in particolare per il debito sovrano della Spagna (Fitch ha ribadito il rating ‘AAA’ con outlook stabile). Ieri il premier Zapatero ha smentito che siano in corso preparativi per richiedere un eventuale pacchetto di sostegno finanziario.

Nel proprio rapporto di primavera, la Commissione UE ha leggermente rivisto al rialzo le precedenti stime, prevedendo che l’economia italiana registrerà quest’anno un consolidamento della ripresa, che procederà comunque a passo lento sia nel 2010 che nel 2011. Le previsioni di crescita sono infatti pari a +0,8% per il 2010 e a +1,4% nel 2011.

Per l’intera Eurozona l’UE prevede invece una crescita del Pil 2010 allo 0,9% e all’1,5% nel 2011 (Germania +1,2% e +1,6%, Francia +1,3% e +1,5%, Spagna -0,4% e +0,8%).

La Cina ha deciso di aumentare di altri 50 bp la quota di riserve che le banche che offrono prestiti devono depositare presso la banca centrale, ultima di una serie di mosse per cercare di ridurre l’eccesso di liquidità in circolazione a fronte di inflazione in crescita.

Anche questa settimana sembrano passare inosservati dati macro confortanti che alimentano speranze di una ripresa economica. In Area Euro sono giunte indicazioni positive sia dal Pmi manufatturiero che dal settore servizi, in rialzo e ben sopra la soglia dei 50 pts che separa espansione da recessione, mentre le vendite al dettaglio sono risultate invariate a marzo (-0,1% a/a). In
Germania la disoccupazione è scesa in aprile al 7,8% (dall’8%).

Negli Stati Uniti sono usciti oltre le attese i dati sulle vendite in corso di abitazioni a marzo (+5,3% m/m e +21,1% su anno), gli ordinativi industriali (+1,3% m/m a marzo), l’Ism manifatturiero (60,4 pts ad aprile) e la fiducia dei consumatori (72,2 pts da 69,5), mentre la crescita del Pil è stata rivista a +3,2% nel 1Q10. Per il mercato del lavoro, il rapporto Adp mostra che gli occupati del settore privato sono saliti ad aprile di 32 mila unità, sopra le attese di 30 mila e rispetto ai +19 mila posti di lavoro di marzo (rivisto da -23 mila, dato che rappresenta la prima crescita occupazionale da gennaio 2008).

Obbligazionario/Monetario

Settimana nettamente favorevole ai titoli di stato, dove il forte movimento di fly to quality ha comportato una netta riduzione dei rendimenti dei titoli di stato sia tedeschi che degli Stati Uniti. Tornano a crescere i rendimenti dei titoli di stato periferici di Eurozona.

Il differenziale Btp-Bund a 10 anni resta a livelli sostenuti a 115 bp, quello tra Bund e Portogallo a 320 (oggi Moody’s ha posto sotto osservazione il rating del paese per un possibile downgrade), dell’Irlanda a 265, della Spagna a 135 bp, mentre i titoli greci sono tornati a toccare livelli di rendimento che hanno caratterizzato la fase precedente dell’accordo e attualmente lo spread contro bund a 10 anni staziona intorno ai 750 bp.

Nel mercato corporate torna a riapprezzarsi con decisione il costo di protezione dal rischio di insolvenza, con gli indici Itraxx in netto rialzo: il Main per gli emittenti investment grade è tornato sopra i 100 pts (ai massimi dal luglio 2009), mentre il Crossover riferito ai non-investment è risalito a 480 pts.

Cambi e commodities

Euro in netta flessione, depresso dai timori che il piano di aiuti varato a favore della Grecia non sia sufficiente e dal rischio di un effetto contagio su altri paesi dell’Area Euro come Spagna e Portogallo. Il cambio Eur/Usd è sceso sotto 1,29 ai minimi da oltre un anno, con la valuta comune che raggiunge nuovi livelli minimi anche contro yen (sotto 122) e sterlina (0,85).

In calo anche le quotazioni del petrolio Wti sceso sotto USD80 al barile sulla scia della debolezza dei mercati azionari, della preoccupazione per la crescita delle scorte petrolifere Usa e degli ultimi dati macro della Cina che (oltre alla nuova stretta monetaria) hanno evidenziato un rallentamento della crescita dell’attività manifatturiera in aprile.

Obbligazionario/Monetario

Settimana nettamente favorevole ai titoli di stato, dove il forte movimento di fly to quality ha comportato una netta riduzione dei rendimenti dei titoli di stato sia tedeschi che degli Stati Uniti.

Tornano a crescere i rendimenti dei titoli di stato periferici di Eurozona. Il differenziale Btp-Bund a 10 anni resta a livelli sostenuti a 115 bp, quello tra Bund e Portogallo a 320 (oggi Moody’s ha posto sotto osservazione il rating del paese per un possibile downgrade), dell’Irlanda a 265, della Spagna a 135 bp, mentre i titoli greci sono tornati a toccare livelli di rendimento che hanno caratterizzato la fase precedente dell’accordo e attualmente lo spread contro bund a 10 anni staziona intorno ai 750 bp.

Nel mercato corporate torna a riapprezzarsi con decisione il costo di protezione dal rischio di insolvenza, con gli indici Itraxx in netto rialzo: il Main per gli emittenti investment grade è tornato sopra i 100 pts (ai massimi dal luglio 2009), mentre il Crossover riferito ai non-investment è risalito a 480 pts.

Italia

Insieme all’IBEX di Madrid, l’indice Ftse/Mib di Milano è quello che in Europa ha accusato la flessione settimanale più accentuata con ben pochi titoli che hanno schivato il segno meno.

Tra questi, focus su Pirelli&C. che nell’arco dei 7 giorni ha fornito numerosi spunti di interesse a cominciare dalla decisione annunciata ieri (anche se già nell’aria da tempo) di scorporare la parte immobiliare (nb Pirelli RE), operazione che è prevista chiudersi nella seconda metà dell’anno e che comporterà la distribuzione di azioni Pirelli RE ai soci Pirelli&C in un rapporto di uno a uno.

Pirelli&C. valuterà successivamente se è nell’interesse del gruppo l’incorporazione della divisione Tyre. Sempre ieri, il CdA ha fornito i dati del 1Q2010 durante il quale il gruppo ha riportato un utile netto di EUR38,9 mln, da EUR1,1 mln del primo trimestre 2009, con la società che ha inoltre rivisto al rialzo i target sul 2010; in dettaglio, i ricavi per il 2010 sono stati innalzati nel range EUR4,9-5 mld da EUR4,7-4,8 mld stimati in precedenza (EUR1,212 mld nel 1Q), con un Ebit pari ad almeno il 6,5%. Alla fine della scorsa ottava, la società ha inoltre comunicato che a causa dell’incremento dei costi delle materie prime, aumenterà dal prossimo 1 luglio i prezzi del 4%
su tutta la gamma pneumatici auto e light truck nel mercato ricambi negli Stati Uniti.

Altra notizia da riportare è quella che Pirelli&C. presenterà alla Fia (Federation Internationale de l’Automobile) e alla Foa (Formula One Administration) un’offerta tecnico commerciale per la fornitura di pneumatici a tutti i team del campionato mondiale di Formula Uno; la presentazione dell’offerta, avverrà entro il prossimo Gran Premio di Formula Uno, in programma in Spagna il 9 maggio.

In Italia, l’istituto più esposto verso la Grecia è Intesa Sanpaolo (maggior calo settimanale del Ftse/Mib con un -11,1%), con EUR1 mld di bond ellenici in portafoglio su un totale di EUR625 mld di attività gestite; altri EUR0,5 mld sono investiti in titoli di Stato emessi dagli altri Paesi “PIGS”.

Restando in Italia, Mps (-10,7%) ha reso noto di essere esposta per EUR20 mln verso la Grecia (cifra molto modesta rispetto agli attivi). Tra le assicurazioni, in calo del 6% Generali (in settimana l’agenzia Standard&Poor’s ha confermato il rating di Generali ad “AA-” sulla base di “fondamentali molto solidi”, con outlook che è stato confermato Stabile) che ha comunicato un’espozione netta nei confronti della Grecia limitata a EUR749 mln (complessivamente l’esposizione netta del gruppo nei titoli governativi di Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda è di EUR2,2 mld), Unipol (-5,6%) ha fatto sapere che dei circa EUR350 mln investiti in titoli di stato “PIGS” solo il 15% è riferito a Grecia e Portogallo, mentre l’85% è su Spagna (EUR179 mln), ed Irlanda (EUR120 mln).

Da riportare le parole di Cerchiai, presidente dell’Ania (Associazione delle compagnie assicurative) il quale ha dichiarato che il settore assicurativo italiano non ha rischi di significativi verso la Grecia.

In rosso anche Finmeccanica (vedi 3^ pagina) e Luxottica che hanno diffuso i conti, con quest’ultima che nel 1Q2010 ha realizzato un utile netto in crescita del 20,8% a EUR95,1 mln, pari ad un Eps di EUR0,21; l’Ad Andrea Guerra ha ribadito la previsione di un ritorno ad una “crescita normale nel 2010”.

ESTERO

I timori per la situazione della Grecia (e anche di Spagna e Portogallo dopo i recenti tagli di rating), ai quali va sommata una netta crescita della volatilità, hanno caratterizzato gli ultimi sette giorni sulle piazze azionarie che hanno così accusato forti ribassi (male soprattutto Madrid), a dispetto di dati macroeconomici in molti casi migliori delle attese e di risultati societari tutto sommato positivi.

Non sono molti gli istituti che hanno fornito numeri in riferimento all’esposizione nei confronti della Grecia: tra questi segnaliamo la francese Credit Agricole che ha comunicato un’esposizione di circa EUR850 mln nei confronti dei titoli di debito pubblico emessi dalla Grecia, di cui EUR600 mln di competenza della filiale greca Emporiki.

Deutsche Bank ha annunciato un’esposizione “molto limitata” nei confronti del Paese. La svizzera Credit Suisse ha comunicato di avere un’esposizione “no materiale” rispetto al paese ellenico. In Francia, oltre ad Agricole, anche SocGen ha comunicato la propria esposizione sul debito sovrano greco che ammonta a EUR3 mld.

A livello generale, maggiori dettagli sono stati forniti dalla BRI (Banca dei regolamenti internazionali), la quale ha reso noto che le banche estere presentano un’esposizione di USD236 mld nei confronti della Grecia, in termini di titoli di debito del settore pubblico e di quello privato e circa un terzo riguarda banche francesi (più in dettaglio, l’esposizione delle banche europee nei confronti della Grecia ammonta a USD188,6 mld).

Tra i singoli paesi, la Francia è quella maggiormente esposta (per una cifra di circa USD75 mld), segue la Germania (USD45 mld), le banche Usa (USD16,6 mld), le inglesi con USD15 mld, quelle olandesi con USD11,9 mld, l’esposizione totale delle banche italiane verso la Grecia ammontava a fine dicembre 2009 a circa USD7 mld, mentre la Svizzera è esposta per “soli” USD3,6 mld.

Da dire che sul totale, circa USD60 mld hanno scadenza entro 1 anno. Negli Usa, bene i farmaceutici Merck, Pfizer e Bristol-Myers che confermano la loro natura difensiva in un mercato orso come quello degli ultimi giorni.

Merck (+3,6% nei 7 giorni) ha riportato nel 1Q2010 un calo del 79% del suo utile netto a USD299 mln (pari ad un Eps di USD0,09) per effetto dei costi legati all’acquisizione di Schering-Plough; l’Eps al netto di voci straordinarie è nettamente superiore alle attese del mercato (USD0,83 vs USD0,08), coi ricavi che sono saliti del 7% a USD11,42 mls (anche in tal caso sopra il consensus). Per l’intero 2010 Merck prevede un utile per azione di USD3,27-3,41 (previsioni a USD3,40).

Denaro su Bristol-Myers (+3,8%) che ha archiviato i primi 3 mesi del 2010 con utile netto e ricavi in salita anche se la riforma sanitaria ha obbligato la società a rivedere al ribasso la guidance per il 2010; la società ha inoltre annunciato un piano di buyback da USD3 mld.

Ancora migliore la performance di Pfizer (+4,4%) la quale ha annunciato che nel 1Q2010 l’utile netto è calato del 26% a USD2,06 mld, pari ad un Eps di USD0,25 che escluse le voci straordinarie sale a USD0,60, a fronte di ricavi che sono aumentati del 54% a USD16,75 mld (attese per Eps di USD0,53 e ricavi a USD16,6 mld).

MERCATI AZIONARI

Settori a confronto: Stoxx

Analizzando i settori dello Stoxx europeo si nota una totalità di segni meno: marcato il calo registrato dal comparto legato ai movimenti delle materie prime
(male ArcelorMittal che tuttavia prevede per il corrente trimestre un Ebitda superiore alle attese del mercato). Pesante il settore bancario (molti istituti
segnano ribassi a doppia cifra: segnaliamo Lloyds e BBVA), in calo anche il comparto assicurativo (male soprattuto Axa e l’irlandese Irish Life, debole anche Ing che mercoledì prossimo comunicherà i dati del
1Q).

In flessione anche il settore energetico (giù Total che ha comunicato per il 1Q2010 un utile adjusted in rialzo a/a ma sotto le attese, con la
divisione delle raffinerie che ha registrato nuovamente una debole performance). Tengono i comparti anticiclici (alimentare, farma ed utility).

Settori in evidenza

Auto

Le vendite di auto di Fiat sono calate nel mese di aprile del 25,2%, contro un calo del 15,6% del mercato italiano (da dire che le vendite di Chrysler negli Stati Uniti sono aumentate del 25%, in un mercato che è cresciuto del 20%).

BMW ha riportato nel 1Q un utile netto di EUR324 mln, contro una perdita netta di EUR152 mln nel pari periodo 2009, e a fronte di ricavi per EUR12,4 mld. Nel 1Q2010 Michelin ha registrato un incremento dei ricavi del 12% a/a a EUR3,94 mld, facendo leggermente meglio di quanto previsto dal mercato. Nel 1Q2010, il marchio Volkswagen ha registrato un utile operativo di EUR416 mln, contro i EUR270 mln di un anno fa; la controllata Audi ha registrato profitti operativi di EUR478 mln (EUR363 mln un anno fa), mentre la perdita operativa del marchio Seat è calata.

Bancario

SocGen ha chiuso il primo trimestre del 2010 con un utile di EUR1,06 mld, risultato che si confronta con la perdita di EUR278 mln riportata nello stesso periodo dello scorso anno (il dato è stato superiore alle attese degli analisti). UBS ha generato nel 1Q2010 un utile netto di CHF2,2 mld, dal rosso di CHF1,98 mld del pari periodo 2009, facendo meglio delle attese che erano ferme a CHF2 mld; in forte calo i deflussi netti totali. Barclays ha registrato nel primo trimestre dell’anno un utile in crescita del 29% a GBP1,07 mld (sotto però le attese per GBP1,20 mld). Santander ha annunciato che nel 1Q2010 l’utile netto è aumentato del 5,7%, grazie alla solida performance delle attività in Brasile; la difficile situazione in Spagna ha costretto l’istituto ad aumentare gli accantonamenti per perdite su crediti del 10% a/a.

Industriale

Finmeccanica ha realizzato nel 1Q2010 ricavi per EUR4,039 mld (+3% sul primo trimestre 2009) ed un utile netto di EUR91 mln (-15% vs il corrispondente
periodo 2009); la società non prevede di modificare i target per il 2010. Molte le dichiarazioni del management il quale prevede di raggiungere nel 2016 un equilibrio fra i tre mercati domestici (Italia, Gran Bretagna e Usa) e quelli esteri sia nei ricavi (visti a EUR25 mld), sia negli ordini (visti a EUR26 mld).

Nel settore trasporti in Italia, la società prevede di acquisire nuovi ordini nel 2010 per EUR1,4 mld ed ulteriori EUR3 mld nel periodo 2011-2014. Finmeccanica si aspetta inoltre EUR3-4 mld di ordini dal Brasile extra rispetto alle previsioni già presentate per il 2010. Infine l’Ipo per Ansaldo Energia resta un’ipotesi strategica ma non entro il 2010.

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