Piede perno: la legge fondamentale per il successo delle start up

9 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – E’ la legge di Moore delle Start-Up: saper cambiare in corsa. Prima di diventare il microblogging di successo che e’ ora, Twitter era un sito di podcast poco conosciuto. Flickr si e’ saputo trasformare da un videogioco multiplayer online a sistema per condividere e commentare le foto piu’ utilizzato al mondo.

Sono innumerevoli gli esempi di piccole societa’ hi-tech che hanno cambiato direzione, facendo perno dalle loro ‘visioni’ originali. Il primo ad articolare la teoria del ‘piede perno’ e’ stato Eric Ries, un imprenditore della Silicon Valley e autore del libro ‘The Lean Startup’. Da allora e’ diventata parte del lessico dell’universo tecnologico e del mondo del business in generale, come la Legge di Moore della StartUpologia.

Solo un indovino puo’ sapere cosa accadra’ in futuro e solo gli imprenditori piu’ saggi (o i piu’ fortunati) possono trasformare un’idea da un’ispirazione iniziale e lanciarla nel mercato e oltre senza incontrare qualche difficolta’ nel percorso.

Non deve pertanto sorprendere che la legge di Moore delle Start-up e’ diventa la norma, piuttosto che l’eccezione. La storia ci dice che e’ molto piu’ probabile che una societa’ attraversera’ un periodo di mutamento netto a un certo punto della sua scalata verso il successo, piuttosto che rimanere fedele all’idea originale dei suoi fondatori.

L’idea e’ semplice: “Tenere un piede nel passato e proiettare l’altro in un nuovo possibile futuro”, come spiega Ries. Riducendo il concetto al nocciolo della sua essenza: “e’ tutta una questione di sopravvivenza”.

La prima e seconda legge di Moore – secondo cui “Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi” – hanno dato il via alla corsa all’evoluzione dei processori.