Piazza Affari…alla fine prevalgono le vendite

13 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Niente da fare per Piazza Affari che, a fine giornata, soccombe alle vendite. Dopo un avvio in rosso la mattinata per la borsa milanese è stata caratterizzata da alti e bassi ricalcando l’andamento delle principali borse europee. Gli investitori hanno atteso l’avvio della borsa di Wall Street per trarre qualche spunto che li potesse indirizzare definitivamente dalla parte degli acquisti o da quella delle vendite. L’avvio debole e l’andamento sotto la linea della parità della borsa a stelle e strisce ha solo contribuito ad alimentare i dubbi degli investitori continentali. All’orizzonte rimane la vicenda della Grecia da dove l’asta di titoli di stato ha riscontrato un buon successo dal fronte delle richieste. Sul mercato valutario, l’euro si mostra ingessato nei confronti del biglietto verde. La divisa di Eurolandia si sta muovendo sotto gli 1,36 usd e precisamnete a 1,3581 USD, dopo aver sfiorato ieri gli 1,37. In calo il prezzo del petrolio, con il Wti che scambia a 83,24 dollari al barile. Tra gli indici milanesi, il FTSE All Share conclude la giuornata con un -0,40% a 23.709 punti, stessa intonazione per il FTSE Mib con un -0,41% a 23.195. Scivola anche il FTSE Mid Cap con -0,34%, più contenuta la flessione del FTSE Star -0,40%. Regina incontrastata del paniere è Mps, che chiude con un vantaggio di oltre il 5,5%, riprendendosi una bella rivincita dopo le perdite dei mesi scorsi. In un’intervista al quotidiano MF il direttore generale Antonio Vigni assicura che i numeri sulla bancassicurazione del primo trimestre sono buoni. Tra le banche, in retromarcia Unicredit, nel giorno del CdA straordinario sul progetto “banca unica”. La riunione che è terminata dopo circa due ore ancora non ha dato alcuna novità visto che consiglieri usciti da Piazza Cordusio non hanno rilasciato nessuna dichiarazione. Protagonista della giornata Telecom Italia nel giorno della presentazione agli analisti dei risultati 2009. Il gruppo ha chiuso l’anno con un utile netto in calo a 1,581 mld di euro rispetto ai 2,177 miliardi del 2009. Il cda proporrà la distribuzione di un dividendo di 5 centesimi per le azioni ordinarie e di 6,1 centesimi di euro per risparmio, invariato rispetto al 2008. L’amministratore delegato, Franco Bernabè, ha dichiarato che grazie alla produzione di cash flow ed alla politica di contenimento dei costi, potremmo “proporre un dividendo in aumento a partire dal prossimo anno”. Per Sparkle è stato creato un fondo rischi da 507 mln euro, in linea con le attese della stampa. In retromarcia la Fiat, che si colloca tra le peggiori del principale listino. Il Lingotto ha comunicato oggi che ricorrerà, nel mese di maggio, alla Cassa Integrazione per alcuni reparti dello stabilimento Mirafiori di Torino Inoltre è stata posticipata la data di pubblicazione del bando internazionale per la riorganizzazione dello stabilimento siciliano di Fiat a Termini Imerese. Lo avrebbe dichiarato l’ad di Invitalia, Arcuri, durante la tavola rotonda ancora in corso al ministero dello Sviluppo Economico. Gelo sugli oil, con Tenaris pecora nera del FTSE MIB e Saipem che cede oltre l’1%. Più contenuti i ribassi di Eni. Gli analisti della banca svizzera Ubs hanno migliorato il giudizio sul titolo del cane a sei zampe a “buy” dal precedente “neutral”. Prese di beneficio anche su Azimut, Pche sconta la recente corsa iniziata i primi di febbraio. Sugli scudi Bulgari, trainata al rialzo dalla buona reazione del colosso francese LVMH ai dati sul fatturato trimestrale. Venduta Generali. Secondo indiscrezioni di stampa la controllata Generali Properties sarebbe pronta a rilevare il 20% di Citylife in possesso della Lamaro Appalti. Tra gli altri assicurativi piovono invece gli acquisti su Unipol.