Piazza Affari zavorrata nel pomeriggio da Philly Fed

15 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Cala un sipario rosso su Piazza Affari e sulle principali borse del vecchio continente, appesantite nel pomeriggio dall’andamento negativo di Wall Street su alcuni dati macro peggiori delle attese, Philly Fed in primis, a conferma delle previsioni non troppo rosee emerse ieri dalle minute del Fomc. La FED, infatti, ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l’anno in corso. Passando in Europa la BCE, nel consueto bollettino mensile pubblicato questa mattina, ha ribadito che la ripresa economica è in atto anche se la crescita avviene ad un tasso piuttosto moderato e discontinuo. Per contro, l’inflazione resta sotto controllo, con la conferma del target del 2% nel medio periodo. L’Istituto centrale di Francoforte ha posto l’accento anche sulle riforme strutturali, che devono essere affiancate alle politiche di bilancio, per un recupero della competitività e per un miglioramento della situazione del mercato del lavoro. A risollevare l’umore dei mercati finanziari non c’è riuscita neanche JP Morgan con i propri conti superiori alle previsioni del mercato, mentre si attendono in serata le trimestrali di Citigroup e Bank of America. Sul mercato valutario, la moneta di eurolandia si rafforza ulteriormente nei confronti del biglietto verde, superando anche quota 1,29 dollari. In flessione il petrolio, con il Wti che scambia a 75,79 dollari al barile. L’oro vale 1.211 dollari l’oncia. L’indice FTSE IT All-Share archivia gli scambi con un ribasso dell’1,46% a 20991,71, il FTSE MIB con un decremento dell’1,56% a 20480,08, il FTSE IT Mid Cap con un calo dello 0,8% a 23135,26 punti e il FTSE IT Star con una flessione dello 0,59% a quota 10661,27. Il future sul fib scivola a 20.500 punti. Sotto scacco le banche, con Mediolanum, Intesa SanPaolo e FonSai in coda al paniere Ftse Mib. Offerto il cemento, con Buzzi in testa. STM vittima delle prese di beneficio, dopo il guadagno messo a segno la vigilia sui conti positivi del colosso dei chip Intel. Pesante Atlantia, sulla possibile cessione da parte della spagnola Abertis della quota detenuta nella società italiana, pari al 6,6%, nell’ambito di un piano di ristrutturazione più ampio che prevede anche la vendita del 14,6% di Brisa per rendere possibile la distribuzione di un dividendo straordinario di 1.200 mln di euro. Sul titolo pesa ancora la decisione di ieri di Standard & Poor’s di tagliare l’outlook da “stabile” a “negativo”. Debole Pirelli nel giorno in cui è stato approvato lo scorporo dell’immobiliare. Per il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, questa operazione serve a valorizzare i titoli nell’interesse degli azionisti. Il manager, inoltre, ha affermato che non intende vendere azioni della società ai prezzi attuali. In retromarcia la Fiat, con le vendite in Europa del Gruppo torinese che hanno evidenziato un forte calo. Il Lingotto ha riportato nel Continente un decremento delle vendite del 20,8% a 98.687 unità, mentre la quota di mercato è scesa all’7,4% dall’ 8,7% dell’anno precedente. Linea occupata per Telecom Italia, che ha congelato i 3.700 licenziamenti per tentare un accordo con i sindacati. Si sottrae con decisione alle vendite Lottomatica, guadagnando oltre quattro punti percentuali. Sul completo, splende Eurotech dopo aver annunciato un ordine da 1,2 milioni di dollari per fornire computer embedded ad un primario OEM del settore medicale. Giornata calda per la A.S. Roma, galvanizzata da alcune indiscrezioni relative ad un possibile interessamento saudita per la squadra.