PIAZZA AFFARI: VOLA BURGO, AFFONDA FREEDOMLAND

20 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

Assolutamente ferma. Piazza Affari non ha spunti, non si muove. E se lo fa, è per arretrare. A mezz’ora dall’apertura il Mibtel retrocede; rimane positivo ma solo per lo 0,16%.

Gli operatori inquadrano questa debolezza in un un contesto molto ampio che da una parte riguarda anche le altre Piazze europee e da un’altra parte è tutto italiano.

Non c’è infatti solo l’incertezza derivante dall’andamento di Wall Street o dai timori per una ripresa inflazionistica in Europa.

A pesare è in parte la nuova instabilità politica che si è verificata in Italia dopo le elezioni regionali e le dimissioni del governo D’Alema.

E a livello europeo pesa la possibilità ventilata dal premier austriaco di uscire dalla Ue: se ne ricava la sensazione di un’Europa incapace di dare di se stessa un’immagine davvero unita. Ovvio che i mercati (e anche l’euro) ne soffrano.

Da un punto di vista tecnico, a Piazza Affari sono stati decisi parametri allargati al 65% per le Burgo. La notizia dell’opa (offerta pubblica di acquisto) lanciata dalla cordata guidata da Compart sta infatti concentrando sulle azioni Burgo un forte interesse e spingendo in gran rialzo i prezzi. Le ordinarie fanno segnare un progresso del 59,38% a 10,2 euro (un euro vale 1936,27 lire) e le risparmio non convertibili in rialzo del 43,10% a 10,15.

Al contrario, è una giornataccia per la matricola Freedomland che subito dopo l’apertura è stata sospesa per eccesso di ribasso.

Il titolo segna un ultimo prezzo a 81,2 euro con una flessione del 9,96%. Ieri aveva perso circa il 15%.