Piazza Affari viaggia sui minimi intraday

11 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Clima nero a Piazza Affari e nel resto d’Europa, dopo il colpo di grazia della Bank of England che si è detta meno ottimista sulla crescita economica della Gran Bretagna proprio all’indomani delle dichiarazioni di Bernanke su una ripresa più lenta di quanto ci si aspettava nel breve termine. Le nuove misure a sostegno dell’economia decise ieri dalla Fed, poi, sembrano non aver convinto gli investitori. La banca centrale americana ha lasciato il costo del denaro invariato vicino allo zero, decidendo di reinvestire i ricavi dei bond in scadenza legati ai mutui, circa 1.300 miliardi di dollari, nell’acquisto di titoli di stato. Nuvole grigie si aggirano sulla Cina, con alcuni dati macroeconomici che evidenziano un rallentamento della ripresa economica del Paese. Sentiment negativo anche per l’avvio della borsa americana, con i futures sugli indici a stelle e strisce in perdita di circa un punto e mezzo percentuale. Si attende per le ore 14.30 la bilancia commerciale statunitense. L’avversione al rischio fa sprofondare l’euro sotto 1,31 dollari mentre la sterlina resta vittima del taglio delle stime del Boe. In frenata il petrolio, nonostante l’Agenzia internazionale per l’Energia (AIE) abbia rivisto al rialzo le stime di crescita della domanda globale per il 2010 e 2011, sulla ripresa economica in atto manifestando però preoccupazioni per la possibilità di un rallentamento a partire dalla seconda metà dell’anno. In calendario alle 16.30 le scorte di greggio settimanali negli Stati Uniti. L’indice FTSE IT All-Share perde l’1,71% e il FTSE MIB l’1,80%, viaggiando attorno ai minimi intraday. Tutte frecce rosse nel paniere Ftse Mib. Depresse le banche, con Azimut in testa. Male anche Unicredit: i libici sarebbero intenzionati a salire fino al 10%. Offerta Stm, in scia alle vendite del comparto tech registrate ieri a Wall Street e alla debolezza del settore in Europa. Si sgretola il cemento, con Buzzi in flessione del 3% all’indomani della trimestrale. Credit Suisse ha tagliato il target price a 10 da 11 euro, reiterando il giudizio outperform. Profit taking su Telecom, dopo il rialzo della vigilia sul giudizio positivo di Barclays. Senza benzina la Fiat, in sintonia con il comparto auto europeo. Perde terreno l’Eni: secondo indiscrezioni di stampa il gruppo potrebbe cedere la controllata Snam Rete Gas a seguito dell’implementazione della direttiva europea sull’unbundling del settore gas. Tengono botta Parmalat e le utilities .