PIAZZA AFFARI: TISCALI, IL MERCATO NON LE CREDE

19 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Tiscali ha iniziato la seduta con ribassi molto pesanti: il titolo lascia sul terreno il 3,57% e passa di mano a €15,12.

“E’ un momento difficile – conferma l’analista di una banca romana – la società risente ancora delle dimissioni che si sono succedute al vertice negli ultimi giorni, e non si è ancora ripresa dalle revisioni al ribasso del target price operate dalla banca d’affari americana Lehman Brothers prima e dalla Sim italiana Intermonte poi”.

Il fatto poi che per la fine dell’anno e per gli anni a seguire la società sarda abbia previsto un futuro migliore, per l’analista non è sufficiente: “per questo tipo di società della New Economy si tratta di tempi troppo lunghi, poco credibili”.

Antonio Ranieri, analista di Uniprof, concorda in parte con la collega, e ricorda che il mercato è stato scottato già una volta: “il mercato non crede a Renato Soru, presidente della società, perché ha mal digerito la marcia indietro sul fatturato previsto a €1 miliardo per il 2001: Tiscali ha corretto il tiro sostenendo che quel miliardo sarebbe venuto grazie alle acquisizioni in alcuni paesi, come Germania o Gran Bretagna. Questo al mercato non è piaciuto”.

Ranieri aggiunge che a questo punto Soru non è ritenuto credibile dal mercato quando afferma che a fine anno la società avrà un margine operativo positivo. “Diventa essenziale aspettare la prima trimestrale, per capire che strada sta prendendo la società. Ma non dimentichiamo che, in ogni caso, il ritmo della marcia lo imprime il Nasdaq: se oltre Atlantico le cose vanno male, anche qui l’umore ne risente”.