PIAZZA AFFARI SPINGE SULL’ACCELERATORE

18 Febbraio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso sui massimi di seduta dopo una lunga corsa al rialzo che ha conosciuto un’unica pausa verso metà giornata mentre l’apertura segnava una pausa dopo il rimbalzo della vigilia.

A fare da traino sono stati sia il mercato americano che un allentamento della pressione a livello internazionale.

Gli investitori hanno accolto, infatti, con favore l’accordo che i Quindici dell’Unione europea hanno raggiunto sulla questione irachena, secondo cui la guerra dovrebbe essere considerata l’ultima opzione. A dare conforto ai mercati è stata anche la performance del dollaro, che ha recuperato terreno contro l’euro dopo le notizie provenienti dal fronte internazionale.

A metà pomeriggio poi è stata diffusa la notizia dall’agenzia di stampa tedesca DPA, secondo cui l’Iraq avrebbe chiesto all’Iran di dare esilio politico a Saddam Hussein .

Ma molto ha fatto anche l’avvio con un balzo di Wall Street. A dominare le scene sono i guadagni dei semiconduttori, con l’indice di riferimento Philadelphia Semiconductor Index (SOX ) in guadagno del 3%.

Oggi sono arrivate anche importanti indicazioni macroeconomiche: in Italia l’inflazione è ferma al 2,7%, mentre rallenta la produzione industriale in Zona Euro. Molto positivo invece , l’indicazione arrivata dall’indice Zew tedesco, che segnala la fiducia di operatori e investitori in Germania.

Passando all’azionario, il Mib30 oggi ha consolidato sopra la resistenza posta a 23.400 punti uscendo, secondo l’analisi tecnica, dalla fase laterale che aveva contraddistinto gli ultimi mesi di contrattazione.

Acquisti su quasi tutti i settori, in particolare sui TMT, come Stmicroelectronics e Mediaset.

Un discorso apparte merita la scuderia Pirelli, con il mercato che oggi ha conosciuto ed apprezzato i dati di bilancio 2002 della holding di Bicocca.

Dalle sale operative sono arrivate importanti indicazioni strategiche sui titoli del gruppo, in particolare su Tim, Olivetti e Telecom Italia, tutti molto rischiesti dal mercato.

Denaro anche per Eni, sorretta dal prezzo del petrolio sopra i $30.

In calo Fiat su cui pesa l’avvicinarsi dell’aumento di capitale.

Stamani la società torinese ha smentito la cessione ad Auchan di Rinascente. Rimangono sul tavolo le questioni relative a Toro Assicurazioni e Fiat Avio, alle quali si è aggiunto un possibile dossier su Atlanet.

Su Fiat Avio oggi si sono detti interessati Finmeccanica e i francesi di Snecma con cui potrebbero fare un’offerta congiunta.

Dopo una partenza contrastata anche i bancari hanno messo a segno buona giornata. Hanno però ceduto terreno Unicredito, Antonveneta e Intesa, appesantita dall’indebitamento con la compagnia aerea Gandalf, giunta al terzo aumento di capitale in 4 anni, e soprattutto dal piano di rilancio della controllata peruviana Banco Wiese Sudameris (in predicato di essere altresì ceduta), per la quale l’istituto di credito milanese ha stanziato $150 milioni di dollari.

Buona seduta per San Paolo Imi, sorretta dalle parole del numero uno Rainer Masera. In denaro anche Capitalia dopo le mosse del finanziere romano Ricucci.

Tra gli assicurativi ha corso Ras, poco lontana Generali e più staccata Alleanza.

Tra gli altri titoli occhi puntati su Roma, in vista del delicato match di Champions League di stasera, così come su Autogrill e Autostrade: le due controllate Benetton sono da tempo al centro di alcune speculazioni.

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