Piazza Affari sfida i segni meno dell’Europa

2 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

Dopo una mattinata in rosso, Piazza Affari inverte la tendenza nel pomeriggio sulla scia dei numeri incoraggianti arrivati sull’andamento del mercato del lavoro Usa nel mese di febbraio. Secondo le stime di Adp il settore privato Usa ha creato 276 mila nuovi posti di lavoro. Cosi’ il listino milanese archivia la seduta con un frazionale progresso dell’indice Ftse Mib a +0,05%. Sempre sugli scudi Telecom +2,96% premiata dagli analisti per i conti del 2010. In scia Enel Green Power +2,95%, la controllata di Enel che opera nelle energie rinnovabili. Ricoperture tecniche su Mediolanum +2,13% dopo le vendite di ieri. Tra i titoli a maggiore contenuto ciclico: Stm +1,68% e Tod’s +1,42%. Dal lato dei ribassi, prese di beneficio su Luxottica -0,95%, Ansaldo -0,99% e Buzzi -1,14%. Banche poco mosse e in ordine sparso.

Chiusura in calo per le Borse europee. A Londra l’indice di riferimento Footsie-100 e’ calato dello 0,35% a 5.914,89 punti. In ribasso anche la chiusura per la Borsa di Francoforte, dove l’indice Dax e’ sceso dello 0,58% a 7.181,12 punti. Chiusura in territorio negativo anche per la Borsa di Parigi con l’indice Ca-40 in calo dello -0,81% a 4.034,32 punti.

La pubblicazione del dato sull’ occupazione Usa riduce le perdite delle borse europee che sono restate tuttavia in territorio negativo, sulla scia dell’andamento di Wall Street.

L’attenzione e’ focalizzata sempre sul petrolio, con i futures con scadenza aprile scambiati sul Nymex che si avvicinano a quota 101 dollari al barile. Eccezione al trend ribassista e’ comunque Piazza Affari, aiutata dal recupero dei bancari. L’indice Ftse Mib chiude infatti con un guadagno dello 0,05%; giù invece Londra (-0,17%), Francoforte (-0,5%), Parigi (-0,71%) e Madrid (-1,03%). L’indice Stoxx 70 ha ceduto lo 0,7%.

Sotto i riflettori anche il balzo dell’euro che, in attesa della riunione della Bce che si svolgerà domani, è salito al massimo dell’anno fino a 1,3865 dollari: si scommette sulla possibilità che Trichet annunci la rimozione delle misure espansive di politica monetaria, visto il rialzo delle spinte inflattive.

Sul fronte geopolitico, l’attenzione degli operatori rimane concentrata sulla Libia e anche sulle conseguenze che il congelamento degli asset che la famiglia di Gheddafi ha nel mondo avrà sulle società direttamente interessate.

Non si può non parlare a tal proposito di Unicredit, visto che in questo caso la partecipazione libica è pari al 7,5%. Rumor rivelando che le fondazioni di Piazza Cordusio sarebbero pronte a incontrarsi per decidere il da farsi.

Tornando a Piazza Affari, dopo i rialzi di ieri spicca il calo di Fiat , sulla scia della notizia relativa al calo generale delle immatricolazioni in Italia, pari al 20%. Il titolo tuttavia riduce notevolmente le perdite sul finale.

Brilla invece Telecom Italia, che è stata interessata da diversi giudizi positivi dopo i dati 2010 e i nuovi obiettivi prefissati. Il titolo è il migliore del Ftse Mib con un progresso del 3% circa.

In recupero per l’appunto le banche con Unicredit che sale di oltre mezzo punto percentuale, Intesa SanPaolo fa segnare un +1% circa. Ben intonate anche Ubi Banca, Azimut e Enel Green Power (oltre +2%), con il settore delle energie rinnovabili che e’ stato favorito dai nuovi incentivi governativi. Frecce rosse invece soprattutto su Buzzi Unicem, Ansaldo e Parmalat, su cui pesano le voci di possibili cessioni.