Piazza Affari recupera, tiene stretto i 20mila punti

19 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari per la seconda volta in mattinata cerca di recuperare terreno, insieme alle altre borse europee. Tra gli investitori prevale tuttavia la cautela dopo che una serie di dati macro Usa, diffusi la scorsa settimana, hanno riacceso i timori di una nuova ondata recessiva. La seduta appare dunque interlocutoria e pressochè povera di spunti, oltre al taglio del rating sull’Irlanda da parte di Moody’s, le attese per i risultati degli stress test sulle banche europee venerdì prossimo e la notizia che l’Ungheria non ha trovato un accordo con l’FMI e la UE sulla revisione dell’accordo di finanziamento da 20 miliardi di euro raggiunto nell’ottobre 2008. Intanto dai derivati statunitensi giungono segnali incoraggianti, lasciando presagire un rimbalzo di Wall Street, dopo le forti perdite di venerdì. L’agenda macroeconomica di oggi, prevede nel pomeriggio solo l’indice NAHB sui prezzi della case a luglio. Sul mercato valutario, l’euro consolida i guadagni nei confronti del biglietto verde e sempre più vicino gli 1,30 dollari. Poco mosso il petrolio con le quotazioni ancora sul filo dei 76 dollari al barile. Tra gli indici milanesi, il FTSE IT All-Share segna un rialzo delo 0,32% mentre il FTSE MIB sale delo 0,34%. Restano deboli invece il FTSE IT Mid Cap che lima lo 0,02% ed il FTSE IT Star con un -0,07%. Tra le banche nervose per l’esito degli stress test la notizia giunta dall’Ungheria, ha ampliato la pressione in particolare su Intesa e Unicredit. Mantangono il segno positivo invece Mps, Ubi Banca e Popolare Milano. Azzera le perdite Finmeccanica che stima ordini superiori ai 22 miliardi euro nel 2011. Nel dettaglio il 19% degli ordini viene dall’Italia, l’8% dal Regno Unito, il 22% dagli Stati Uniti e il 51% dal resto del mondo. Tra gli altri industriali, Fiat si mette in marcia in vista del Cda sui conti che si riunirà mercoledì prossimo. Si riaccendono i petroliferi in particolare Saipem e la controllante Eni. Quest’ultima ha annunciato di aver avviato la produzione di gas nel giacimento offshore Tuna, situato nel Mar Mediterraneo al largo delle coste egiziane. Tra gli altri energetici, si sgonfia Saras che ha annunciato una emissione obbligazionaria, riservata agli investitori istituzionali, di 250 milioni di euro e durata 5 anni. Tonica Telecom che ha congelato i 3.700 licenziamenti per tentare un accordo con i sindacati. La società telefonica inoltre ha raggiunto un accordo con Tele2 per la vendita di BBNed, fornitore di servizi wireline nei Paesi Bassi, attivo nei segmenti business retail e wholesale. Sul completo, vola alto Meridiana Fly nel primo giorno dell’aumento di capitale. Effervescente Elica premiata dal mercato per lo shopping in Cina, con l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza, pari al 55%, della cinese Zhejiang Putian Electric Co. Ltd, proprietaria del marchio “Putian”.