PIAZZA AFFARI PIATTA E SCHIAVA DELLA VOLATILITA’

26 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso debole un’altra seduta volatile sempre condizionata dai bollettini di guerra,

A nulla è servito il tentativo di allungo messo a segno dopo la partenza di Wall Street che aveva allontanato gli indici dai valori deboli dell’apertura.

I mercati Usa continuano a essere ostaggio della guerra. Gli indici rivelano un’andamento all’insegna della debolezza, in attesa di conoscere i nuovi sviluppi provenienti dal fronte guerra.

Intanto le truppe americane sono a pochi passi da Baghdad. La sorprendente forza mostrata dai paramilitari iracheni ha portato il Pentagono a modificare le tattiche stabilite per l’invasione della capitale irachena .
Sul Mib30 sono solo sei i titoli con il segno meno: Autostrade, due energetici, tre bancari.

Venendo alla giornata azionaria, la debolezza di Milano è legata molto a quella degli energetici. In ribasso troviamo, infatti, Snam Rete Gas e Saipem, così come la casa madre, Eniche non sono riuscite a prendere la scia rialzista del prezzo del petrolio.

Tra i bancari hanno perso quota Mediobanca, Intesa e Unicredito, mentre ha chiuso sui livelli della vigilia Mps
che oggi tiene il consiglio di amministrazione, all’indomani della notizia delle dimissioni del direttore generale Vincenzo De Bustis.

Ottimo invece il passo della Popolare Cremona in odore di fusione.

Il risparmio gestito ha visto il calo di Fineco dopo la presentazione dei dati. In ribasso anche Mediolanum giudicata da WestLB Panmure.

Contrastati i titoli del comparto assicurativo, con Ras che avanza e Generali e Alleanza in rosso.

Positivo il settore telecom con i rialzi di Tim e Telecom Italia .

Denaro per Stmicroelectronics dopo la notizia di un’operazione con una società belga nel settore delle smart card.

In crescita il comparto media-editoriale: sul Mib30 ne approfitta Mediaset; sul Midex bene Mondadori.

Paso da gambero per Seat Pagine Gialle, al centro di rinnovate indiscrezioni su Lorenzo Pelliccioli a capo di una cordata per acquistare la società.

Negativa Fiat. Il sottosegretario all’economia Giuseppe Vegas ha detto che l’ipotesi di ingresso dello Stato nel capitale del gruppo automobilistico è un’illazione. Intanto, il Lingotto si è rivolto indirettamente proprio allo Stato: l’amministratore delegato di Fiat Auto, Giancarlo Boschetti, ha espresso l’auspicio che gli ecoincentivi non scadano come previsto a fine marzo.

Ancora in crescita Parmalat in attesa dei cambiamenti al vertice finanziario che dovrebbero essere formalizzati venerdì prossimo.

Sul Midex si è distinta anche Beni Stabili dopo che gli analisti di Merrill Lynch hanno dato giudizio positivo, con raccomandazione “buy”, cioè comprare.

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