Piazza Affari peggio degli altri, paga la sfiducia sull’Italia

7 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Grazie anche alla buona performance di Wall Street, che ha guardato con favore ai dati incoraggianti che sono arrivati dal mercato del lavoro Usa, le piazze europee hanno chiuso la seduta all’insegna degli acquisti.

Protagonista soprattutto il rally di Londra, il cui listino è salito dell’1%, mentre Piazza Affari, pur positiva di mezzo punto percentuale circa, non è riuscita a sfruttare il miglioramento del sentiment. Rappresenta un’eccezione Piazza Affari che ha perso lo 0,24%.

La decisione della Bce di alzare i tassi di 25 punti base all’1,50% non è stata accolta dunque negativamente dai mercati. Questo, nonostante nella conferenza successiva all’annuncio, il numero uno dell’istituto Jean Claude Trichet abbia chiaramente parlato di “rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi”. Di fatto, Trichet ha preferito non esprimersi chiaramente su quelle che saranno le sue prossime mosse in tema di politica monetaria, ma i mercati ritengono comunque che i rialzi dei tassi non si fermeranno qui.

Di qui la performance dell’euro che, dopo aver sfondato al ribasso la soglia a quota $1,43 prima dell’annuncio sui tassi – che di fatto era scontato – è risalito nelle ore successive e alle 17 circa ora italiane si attestava in rialzo a $1,4353.

Tornando a Piazza Affari, senza ombra di dubbio il Ftse Mib continua a sottoperformare i mercati europei. La ragione è tutta nell’attenzione che gli investitori stanno prestando all’Italia: un’attenzione che si sta tramutando in un attacco contro i titoli di stato visto che lo spread BTP/Bund è balzato fino a 226 punti base, ovvero al massimo dall’introduzione dell’euro.

Montano i timori sul futuro dell’Italia, e ci si chiede se la prossima pedina a cadere tra i Piigs non sarà proprio il nostro paese.

Intanto nella giornata di oggi, la tensione sui titoli di stato europei è tornata a farsi sentire in generale, complice anche Moody’s, tornata alla carica declassando i titoli di stato portoghesi.

A Milano in evidenza ancora le banche italiane, le più colpite ieri, con tonfi fino al 7%. Contrastata la loro performance con Intesa SanPaolo (-0,39%), Mediobanca (-0,5% circa) e Unicredit (-2,29%) negative. Bene invece BPM (+2% circa) e Mps (+1,5% circa). Tra altri titoli che hanno pesato sul listino, da indicare Azimut (-1,06%) e soprattutto la maglia nera Fondiaria-Sai (-4,75% circa).