PIAZZA AFFARI: OLIVETTI, IPOTESI E SCENARI

27 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

I telefonici sono in gran spolvero a Piazza Affari dove sono i protagonisti di un rimbalzo e consistenti ordini di acquisto.

Olivetti in questo senso è la regina del settore: il titolo guadagna il 2% a €1,84.

Telecom Italia cresce dell’1,02% a €9,87. TIM è a +0,67% a €6,20.

L’analista di una primaria Sim milanese che per politica aziendale non può essere citato sottolinea con Wall Street Italia che il rimbalzo del settore interessa tutta Europa.

Tuttavia, aggiunge, l’Italia ha caratteristiche peculiari.

Il discorso riguarda essenzialmente Olivetti e le voci dell’imminente ingresso di un nuovo socio all’interno di Olimpia, la newco di Marco Tronchetti Provera e Edizioni Holding della famiglia Benetton che controlla la holding telefonica.

“E’ una voce che circola con insistenza – conferma l’analista – anche se non credo che si possa parlare di Deutsche Telekom: lo scenario che si prospetterebbe relegherebbe infatti il colosso tedesco a un ruolo di semplice partner finanziario, e non credo che DT accetterebbe mai questa parte, né che Tronchetti Provera del resto, accetterebbe di mollare il controllo”.

Gli scenari possibili.

Scenario numero uno. Un nuovo socio mette soldi in Olimpia. Olimpia fa un aumento di capitale di Olivetti a un prezzo molto superiore a quello di mercato. “Diciamo €3 – ipotizza l’analista – a questo punto il mercato si scoraggerebbe. A sottoscrivere sarebbe solo Olimpia”.

E’ lo scenario più plausibile, se realizzato in questi termini, osserva l’analista. Infatti se Olimpia dovesse superare la soglia del 30% attraverso una qualche forma di sottoscrizione (come un aumento di capitale), non sarebbe obbligata a lanciare un’opa totalitaria e a cascata su tutte le società controllate da Olivetti.

In questo modo dunque risparmierebbe e manterrebbe il controllo della holding riuscendo, alla fine, a ridurre anche il debito di Olivetti.

Le alternative per la riduzione del debito sarebbero la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie oppure la fusione di Olivetti con Telecom Italia. “Ma per Olimpia sarebbe una soluzione troppo diluitiva”, osserva l’analista.