PIAZZA AFFARI: OLIVETTI CRESCE DIETRO MILLE VOCI

25 Luglio 2001, di Redazione Wall Street Italia

I titoli telefonici italiani sono molto scambiati e in deciso rialzo sin dall’avvio della seduta dopo la ridda di ipotesi e voci che sono state alimentate dalla stampa nazionale nei quotidiani oggi in edicola.

Il centro delle speculazioni riguarda ancora Olivetti, la holding di Ivrea, che controlla il gruppo Telecom. La società da tempo è alla ricerca di un nuovo socio per rafforzare il suo controllo custodito nella cassaforte lussemburghese Bell.

La nuova ipotesi, fatta dal Sole 24 ore di oggi, è che sulla società di Colaninno possa essere portata contro un’offerta pubblica d’acquisto (Opa) ostile da parte di una cordata capitanata dai francesi di Lazard. La banca transalpina ha smentito pochi minuti fa l’esistenza di un piano d scalata.

Ad alimentare l’interesse sui titoli della scuderia Colaninno sono anche i rumors che danno la finanziaria Bell pronta a salire al 29,9% in Olivetti (+0,46% a €2,205), con Hopa disponibile a scendere dall’attuale 54% a meno del 50%, perdendo così di fatto il controllo totale di Bell e quindi a cascata dell’impero telecom.

In questi giorni sono passati di mano azioni per circa un terzo del capitale flottante di Olivetti. Si parla con insistenza anche di nuovi soci pronti ad entrare in Bell. Tra questi Pirelli (-1,70% a €3,3), anche se Tronchetti Provera ha smentito l’interesse per Ivrea, Benetton (+0,17% a €15,28) e Luxottica, quotata a New York e a Milano (-0,56% a €19,34).

Si parla con insistenza anche di Mediaset (-1,06% a €8,560), che avrebbe rastrellato l’8% sul mercato e di e.Biscom (-1,20% a €42,1) di Silvio Scaglia, cui non dispiacerebbe un ingresso nella scuderia di Roberto Colaninno.

Su Olivetti ci sarebbero anche interessi di società straniere come Telefonica.

Ma come dovrebbe avvenire la scalata a Telecom Italia, la controllata Olivetti già passata di mano nel 1999?

Ci sono diverse strade: improbabile una scalata attraverso il lancio di un Opa su Olivetti, perché sarebbero necessari circa €100 miliardi. Prendono corpo quindi due ipotesi. La prima è il rastrellamento delle azioni sul mercato per scalzare l’attuale management, cosa fattibile con un pacchetto compreso tra il 20% e il 30%, oppure una via più morbida, che passerebbe attraverso un accordo con Colaninno e soci atttraverso Bell.

La seconda è l’ingresso in Bell, con obiettivo la stanza dei bottoni e l’ingresso nel nuovo patto di sindacato, in vista della scadenza nel novembre 2002.

Ma c’è anche un’altra ipotesi che si fa strada: l’ingresso di Olivetti nel consorzio Endesa, che martedì si è aggiudicata Elettrogen, la prima delle tre società di produzione elettrica messe in vendita da Enel.

L’idea è quella di una nuova società che possa lanciare Telecom nella strada delle “multiutility”.