PIAZZA AFFARI: NUOVO ‘SELL’ SU TISCALI

16 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Dopo quello di ieri da parte di Lehman Brothers, arriva un nuovo giudizio negativo sul titolo Tiscali (-9,67a €15,94). Questa volta la raccomandazione ‘Sell’ (vendere) è di Intermonte che ha fissato un target sul prezzo a €12 dai precedenti €15.

Ma l’umore degli operatori lascia trasparire un certo nervosismo nei confronti di rating che stravolgono le valutazioni delle societa’. Nel caso di Tiscali ieri ha visto la sua valutazione dimezzata dalla banca d’affari americana che ha individuato un target a €10, molto lontano dal valore di circa €19 intorno al quale si muoveva il titolo.

“Restano molti dubbi sul valore e il timing dei giudizi espressi dalle case di rating – commenta a WallStreetItalia un primo operatore di una Sim milanese – Devono avere il coraggio di dire che non sono capaci di analizzare queste e altre societa’. Non riescono ad anticipare, ma solo a prevedere il passato. Personalmente credo che il downgrade sia eccessivo e inoltre non capisco le motivazioni del giudizio di Lehman”.

“Siamo alle solite – commenta un altro operatore di una Sim milanese a WallStreetItalia – e credo che in certi casi si possa configurare anche il reato di turbativa del mercato. In particolare rimangono i dubbi sul tempismo del ‘Sell’ di Lehman a trenta minuti dalla chiusura dei mercati, quando non c’e’ il tempo di capire o analizzare. E’ un tentativo palese di forzare i prezzi – aggiunge il trader – per arrivare al panic selling e poter poi ricoprire le posizioni. Il rating è leggittimo, ma ha ragione la Consob a chiedere piu’ serietà e correttezza alle case che analizzano il mercato”.

“Rivedere un titolo del 50% sulla base dei dati forniti da Tiscali ieri, non riesco a capirlo – commenta un operatore di una primaria Sim milanese a WallStreetItalia – O erano pazzi prima a dare target a €200 e oltre non molti mesi fa, o lo sono adesso. Sicuramente se prima c’era un eccesso di euforismo, adesso siamo andati a un eccesso di pessimismo. C’è troppa pressione sul mercato”.