PIAZZA AFFARI: LA DEBOLEZZA E’ DI CASA

30 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari è impostata al ribasso al giro di boa di metà seduta, sulla scia delle indicazioni negative che giungono dai future sugli indici americani e senza trovare il supporto nell’andamento delle borse europee (Vedi Borse Europee giù con Alcatel, Thyssen).

“Il Fib potrebbe aver trovato una sua base – dice a WallStreetItalia Alessandro Narici, responsabile desk per i covered warrant di Dresdner Kleinwort Wasserstein – ma resta vulnerabile e potrebbe peggiorare se il Nasdaq e lo Standard & Poor’s dovessero scendere; per ora ha tenuto il supporto a 39.180. C’è stata un’ulteriore pressione ribassista, ma è stata respinta con decisione”. Per i prossimi giorni tuttavia lo scenario resta improntato al pessimismo: “è stato fallito il superamento di area 40.000 – aggiunge Narici – e a questo punto tutte le posizioni lunghe sono state stoppate”.

Il Mibtel perde lo 0,88%, il Mib30 lo 0,89%, il Midex lo 0,69%, il Numtel l’1,71%.

Tra i titoli più scambiati c’è Olivetti (-5,87% a €2,23). Tutto il comparto è sotto forte pressione. Non solo per la debolezza che interessa anche gli altri titoli europei di settore, ma anche per le vicende interne che, secondo rumor di mercato, riguarderebbero inchieste giudiziarie a carico del vertice della società.

In forte calo anche Telecom Italia
(-2,81% a €11,36) e TIM, che lascia l’1,21% a €7,05.
(Vedi Piazza Affari: tracollo per i titoli telefonici, Olivetti: Boom di scambi aspettando i giudici e sezione RUMORS

che si trova sul menu in cima alla pagina).

Un altro tema della giornata, insieme ai telefonici, è quello dei tecnologici. Sul settore pesano le stime peggiori del previsto sui conti dell’americana Sun Microsystem e il fatto che ieri tutti i titoli dei semiconduttori quotati al Nasdaq sono scesi. A soffrire di più, in Italia, è il titolo STMicroelectronics (-3,78% a €43,55) che tra l’altro ieri è stata downgradata da Deutsche Bank.

Il fallimento dell’accordo nel campo delle fibre ottiche tra la francese Alcatel e l’americana Lucent sta facendo sentire i suoi effetti sul titolo Pirelli (-1,51% a €3,53). Non è un mistero che Pirelli sia interessata a Lucent, e l’uscita di scena di Alcatel rimette in gioco il gruppo milanese. Ma il mercato non ha mai gradito questa prospettiva.
(Vedi Piazza Affari: Pirelli paga rottura Alcatel-Lucent)

Nella saga intitolata a Montedison (-1,32% a €2,83), oggi mostra una certa tenuta la controllata Edison, che lascia sul terreno lo 0,30% a €10,85.
(Vedi Piazza Affari: cosa aspettarsi oggi)

Oggi è in ribasso tutto il risparmio gestito, sulla scia dell’incertezza che avvolge l’immediato futuro dei corsi azionari. Il titolo che nel settore sta cedendo di più è Bipop Carire, in ribasso del 2,18% a €4,40.

Soffrono anche gli editoriali, con un L’Espresso pesantissimo, in calo del 3,64% a €4,93. Il titolo dall’inizio dell’anno ha ceduto il 44,5% e l’80% dal massimo segnato il 22 febbraio del 2000: così fa notare a WallStreetItalia Donatella Principe, analista di Banca Popolare di Vicenza.

Sul Nuovo Mercato cede Cairo Communication (-1,41% a €35), che oggi si è vista confermare il rating “neutral” da Euromobiliare.
(Vedi Piazza Affari: upgrading e downgrading e Cairo, vittima del mercato)