Piazza Affari indecisa in attesa di PIL USA e G20, bene le banche

25 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari si conferma in altalena a metà seduta, in una sessione dominata soprattutto dall’attesa per l’inzio del G20 di domani. I mercati guardano con apprensione alle eventuali decisioni che verranno prese nel corso de meeting, in particolare per quanto riguarda il settore finanziario. Intanto la finanzia statunitense trova sul tavolo del breakfast la notizia del via libera da parte della commissione Camera-Senato al testo che, se approvato la prossima settimana, passerà come la più grande riforma finanziaria dal tempo della Grande Depressione. La news sta dando un po’ di input alle banche europee che si erano un po’ spente nel corso della mattinata. Non ce n’è stato bisogno per quanto riguarda il settore bancario italiano, oggi particolarmente arzillo dopo la debacle della vigilia. A livello macroeconomico si attendono oltreoceano due importanti dati che potrebbero risultare market movers: la lettura finale del PIL e della fiducia dell’Università del Michigan. Intanto i futures a stelle e strisce, tra l’invariato e il positivo, fanno presagire un’avvio di Wall Street cauto ma in verde. Sul mercato valutario l’euro perde forza nei confronti del dollaro portandosi sotto la soglia degli 1,23 usd, precisamente a 1,2295, mentre tra le commodities l’oro nero viaggia a 76,37 dollari. I principali indici della borsa milanese viaggiano al momento poco mossi con il Ftse All-Share che lima lo 0,12%, il Ftse Mib sulla parità, sovraperformando comunque gli altri eurolistini che invece mostrano cali leggermente più consistenti. Tra le blue-chips, che da lunedì saranno definite “large-cap” in scia alla nuova segmentazione del MTA, si confermano ottimamente impostate le banche guidate da MPS e Intesa Sanpaolo. Tra i migliori anche Fondiaria-Sai. Proseguono invece in deciso calo Fiat, che attende sviluppi sul caso Pomigliano, e Enel, che rumors di stampa vedono di nuovo a caccia di acquirenti per una quota di Enel Green Power. Le quotazioni non esaltanti del petrolio penalizzano gli energetici, che perdono comunque meno dell’intero comparto europeo su cui continua a pesare come un macigno BP che non riesce ad uscire dal disastro del Golfo del Messico. Sull’intero listino brilla Fiera Milano che ha formalizzato le modalità per l’utilizzo della seconda tranche del “fondo crisi” Ancora denaro sull’A.S. Roma. Secondo voci di stampa l’arbitrato tra la controllante Italpetroli e Unicredit potrebbe risolversi con la cessione del club capitolino all’istituto bancario, che poi lo metterebbe in vendita.