PIAZZA AFFARI IN ROSSO, ORSO RISPARMIA MEDIOBANCA

19 Luglio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha terminato la seduta sui minimi, cedendo molto terreno proprio nel finale di contrattazione, chiudendo sotto i valori toccati in apertura.

Ancora una volta il listino italiano ha seguito le indicazioni negative che provenivano dagli Usa.

Gia intorno alle 13:00 la situazione del mercato italiano era depressa.

I deludenti dati relativi alla fiducia dei consumatori, stilati dall’Isae e la difficile situazione dell’industria italiana avevano depresso il listino, mentre i Tmt soffrivano dopo le trimestrali di Ericsson e di Infineon.

Wall Street ha aperto in deciso calo, devastata da un’ondata di vendite e con il Dow Jones sotto gli 8.300 punti. Il mercato Usa sembra non riuscire a togliersi le vesti dell’Orso.

Colpa di Johnson&Johnson (JNJ – Nyse), coinvolta in una inchiesta penale aperta dal governo Usa su presunte frodi contabili, di alcuni dati macroeconomici negativi come il deficit commerciale di giugno, che ha raggiunto $37,6 miliardi contro i $35,5 miliardi stimati dagli analisti e dalle trimestrali poco incoraggianti di Microsoft (MSFT – Nasdaq) e Sun Microsystems (SUNW – Nasdaq).

Il dato sul deficit ha avuto conseguenze molto pesanti sul dollaro, che si è ulteriormente deprezzato nei confronti della valuta europea.

Praticamente ignorato invece il dato delle stime sui prezzi al consumo di giugno, cresciuti appena dello 0,1%.

Il Mibtel è sceso a 18.589 punti (-3,39%)
Il Mib30 si è fermato a 25.126 punti (-4,07%).
Il Midex ha perso l’1,76% a 23.617 punti.
Il Numtel ha chiuso a 1.368 punti (-3,39%).

In Italia il comparto peggiore è stato, neanche a dirlo, quello dei tecnologici, seguito a poca distanza dai titoli finanziari, seppur con qualche eccezione.

Stmicroelectronics è stato tra i peggiori e ha trascinato al ribasso anche la controllante Finmeccanica.

Tra i bancari la mosca bianca è stata Mediobanca, sulla quale sono sempre più insistenti le voci di un possibile rastrellamento e di un rimpasto al vertice degli equilibri attuali.

Per il resto è profondo rosso. Vendite massiccie su Capitalia, Fineco, Mps, IntesaBci, San Paolo Imi e Bnl: al consiglio di amministrazione della banca romana sarà presentato il nuovo piano triennale che prevede il rafforzamento della banca, anche attraverso eventuali aggregazioni.

Giovedì il cda di Banca Mps si era concluso con l’emissione di un comunicato in cui si diceva che non era stata esaminata la questione Bnl. Sull’accordo tra le due banche income la “minaccia” Unicredito, che oggi ha perso meno di tutte.

Danni contenuti anche per i telefonici: Telecom Italia e Tim hanno beneficiato delle confortanti parole dei vertici delle due società operative, che vedono rosa e guardano agli Usa. Benefici sono arrivati anche dai rating positivi di importanti banche d’affari, che hanno fissato rating ambiziosi per le due azioni.

Per i due titoli telefonici, insieme a Unicredito e a Eni ed Enel, da lunedì sono in calendario importanti novità.

Dal prossimo 22 luglio sara possibile negoziare i future sulle 5 azioni.

Ma per i due colossi energetici oggi è stata una giornata molto importante: il Governo ha infatti deciso di estendere a tre anni il periodo entro il quale le due società dovranno vendere la propria rete di distribuzione.

Il cane a sei zampe dovrà cedere fino al 50% di Snam Rete Gas, (che ha chiuso in leggero calo), la società che controlla ormai il 97% del mercato della distribuzione di gas, mentre Enel dovrà vendere fino al 90% di Terna SpA, secondo quanto previsto dal disegno di legge per la liberalizzazione del settore dell’energia.

Fiat ha chiuso nuovamente sotto €12, mentre peggio in termini di ribasso hanno fatto segnare Bulgari (-8%) e gli assicurativi Ras, Generali (scesa sotto area €20) e Alleanza.

Sul Nuovo Mercato Tiscali ha difeso strenuamente l’importante supporto a €5, mentre hanno brillato Acotel e D.Mail.

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