PIAZZA AFFARI: IL RIMBALZO ERA UN FUOCO DI PAGLIA

5 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari a metà seduta con il suo pesante ribasso, comunque in linea con quelli delle altre borse europee, dimostra che il recupero dell’avvio di giornata non era altro che voglia di ricoperture.

Appena dopo un’ora dall’inizio della seduta infatti, gli indici della borsa italiana hanno invertito la marcia.

In tutta Europa c’è molta preoccupazione per il dato sul Pil di Euorlandia nel secondo trimestre, che sarà diffuso domani e che potrebbe mostrare una crescita inferiore alle attese. Questo potrebbe portare a una ulteriore revisione al ribasso delle stime di crescita per l’intero esercizio.

Sul fronte societario poi, la batosta di France Telecom si sta facendo sentire un po’ su tutti i telefonici. Per il colosso francese si parla di interventi statali per uscire dalla crisi delle telecomunicazioni.

In questo contesto non aiutano certo i future sugli indici Usa, che sono in ribasso e lasciano presagire un’apertura negativa di Wall Street dopo il rimbalzo della vigilia.

I bancari sono molto pesanti: tutti i titoli del comparto che sono quotati sul Mib30 subiscono forti perdite, anche la stessa Unicredito, a dispetto delle anticipazioni del suo amministratore delegato.

Il mercato ignora del tutto le opinioni di Commerzbank, secondo cui i margini di guadagno per il settore sono ampi.

Al contrario, per ora sembra che i titoli delle banche si stiano avvitando su se stessi: l’andamento dei mercati deprime i margini delle banche, i costi restano alti, cala la redditività, il titolo risulta meno appetibile e viene venduto contibuendo, appunto, al ribasso del mercato.

E’ in negativo lo stesso risparmio gestito, sebbene oggi i dati sulla raccolta fondi in agosto abbiano confermata il passaggio in positivo.

Sul Mib30 solo Snam Rete Gas conserva il segno più; per il resto (per avere tutti i dettagli clicca su WSI TITOLI CALDI , in INSIDER), ovunque si guardi c’è il meno: sulla controllante Eni, nonostante il rialzo del prezzo del petrolio, sui telefonici, nell’attesa dei risultati di Tim e Telecom Italia, ma anche sui tecnologici come dimostra una pesantissima Stmicroelectronics.

In ribasso Fiat, su cui si sta ancora lavorando per ridurne il debito. Si sta mettendo a punto un piano per la vendita di Fidis, mentre per affrontare la scivolata verso il basso nella classifica delle immatricolazioni, stanno per partire cassa integrazione e tagli alla produzione automobilistica.

Il Financial Times oggi fa notare che le auto Fiat sono state comprate quattro volte meno delle auto di altre marche nonostante il piano di eco-incentivi.

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