PIAZZA AFFARI: GLI SPUNTI SUL NUOVO MERCATO

1 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

L’indice del Nuovo Mercato (-0,88% a 3.473 punti) viaggia in territorio negativo dopo una timida partenza sui livelli della vigilia.

Il mercato è diviso in verdi e rossi, ma pesa soprattutto il calo di Tiscali (-0,93% a €13,790) proseguendo la discesa dopo la rottura del supporto a €14. (Vedi anche Piazza Affari: Tiscali sotto quota €14 e anche Piazza Affari: Tiscali in arrivo 30 milioni di titoli e anche Tiscali: in vista due anni di purgatorio)

Digital Bros perde il 3,14% portandosi a €10. Ieri, l’amministratore delegato Raphael Galante ha dichiarato che la societa’ ha in programma quest’anno investimenti di 15-20 miliardi per crescere nei segmenti strategici e conta di abbassare la percentuale di ricavi che viene dai prodotti offline al 66% dall’80% del 2000.

In calo anche Chl (-1,63$ a €18,73) che ieri ha concluso un accordo con Nice per la diffusione di contenuti informativi e redazionali nel campo dell’information and communication technology.

Il mercato sta penalizzando Acotel (-1,15% a €85) dopo la comunicazione dei dati di bilancio 2000 che vedono un fatturato consolidato pro-forma di 20,7 miliardi di lire, in crescita del 159% sul 1999. Il Margine operativo lordo ha raggiunto i 10,1 miliardi di lire e rappresenta il 49% del fatturato. L’utile netto si è attestato a 2,7 miliardi di lire.

Fermo il titolo Freedomland (-0,09% a €21,42). Secondo l’ufficio studi di Caboto il quarto trimestre 2001 dell’Internet Tv dovrebbe essere in linea con il terzo trimestre portando il fatturato per fine esercizio 2001 a €6,9 milioni, in discesa del 78,4% sull’anno precedente, un Ebidta a -€44,8 milioni e un utile netto a -€62,9 milioni.

Tra i titoli in positivo brilla E.Planet (+9,89% a €20,950) che dopo la partenza è stata immediatamente sospesa per eccesso di rialzo e ancora non riesce a fare prezzo. Il forte balzo è legato alle voci di un imminente annuncio dell’arrivo di un nuovo socio finanziatore. Nelle sale operative circolano i nomi di Albacom, Pirelli, Syntek, della famiglia Moratti, ma anche di alcuni fondi di investimento Usa.