PIAZZA AFFARI GIU’, L’ORSO RISPARMIA FIAT E ENI

13 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso in forte calo, sui minimi della giornata, a causa delle cattive notizie provenienti dal Wall Street.

Il clima nei mercati finanziari è molto teso: basta una notizia negativa sul fronte societario o su quello macroeconomico che le vendite scattano inarrestabili, coinvolgendo indistintamente tutti i settori.

I guadagni della prima parte della giornata, conquistati principalmente in apertura, si sono andati esaurendo prima di metà giornata.

L’alta volatilità e l’incertezza che si respiravano alla vigilia della partita con l’Italia (conclusa con un pareggio e con il passaggio al secondo turno) ha lasciato il passo alla sfiducia degli investitori, che si è materializzata subito dopo i dati macroeconomici comunicati dagli Usa: i prezzi alla produzione e le vendite al dettaglio, insieme con un deludente dato sui sussidi di disoccupazione settimanali, hanno disilluso operatori e investitori.

Le tormentate vicende azzurre e la possibile debacle della Nazionale avevano interessato solo alcuni titoli, come Basicnet, che però nel finale è stato tra i migliori.

L’apertura negativa di Wall Street, invece, ha fatto il resto.

La scarsa pressione inflazionistica, che accompagna la debolezza della domanda, come emerge dai dati americani, potrebbe far desistere il presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, e il “collega” europeo Duisemberg, il numero uno della Banca Centrale Europea (che anche oggi ha ribadito il proprio scetticismo sulla ripresa immediata dell’economia), dall’aumentare il tasso d’interesse sul costo del denaro.

Il Mibtel è sceso a 20.741 punti (-1,79%)
Il Mib30 si è fermato a 28.134 punti (-2,10%).
Il Midex ha ceduto l’1,34% a 26.648 punti.
Il Numtel ha chiuso a 1.670 punti (-1,65%).

Le vendite, come succede in questi casi, hanno interessato un po’ tutti i comparti e in particolare i Tmt, e il risparmio gestito, con Mediolanum pecora nera del listino dopo il giudizio negativo di Morgan Stanley.

Se il mercato scende è evidente che viene a mancare la fiducia sulla ripresa dell’economia, ed i titoli finanziari sono i primi a pagare dazio in un clima così incerto.

Le principali banche d’affari continuano a dire che i bassi livelli del mercato e i prezzi di alcune società sono delle ottime oppportunità per entrare, ma il mercato non ci vuole sentire.

L’avvicinarsi dell’estate potrebbe consigliare a molti di rimanere leggeri, conservando la liquidità per occasioni migliori.

Nei prossimi giorni sapremo se Tim avrà recuperato terreno, come pensa Websim.it, che ha giudica il titolo “speculative buy“.

Intanto le quotazioni della società di telefonia mobile, come del resto tutta la filiera Pirelli (con Seat Pagine Gialle in grossa difficoltà) continuano a perdere terreno. Stessa sorte per Stmicroelectronics e per la controllante Finmeccanica.

Qualche segnale di acquisto, in giornata, era arrivato da questi titoli, e da un’altra azione sulla quale molti broker consigliano di entrare in chiave speculativa: si tratta di Fiat, che ha chiuso sostanzialmente invariata.

Alla fine il dato negativo relativo alle immatricolazioni auto nel mese di maggio ha avuto la meglio. Il titolo, sul quale sono puntati gli occhi di molti investitori, aveva smosso il mercato dopo la decisione di cedere alle banche creditrici (San Paolo Imi, IntesaBci e Banca di Roma da un lato e la statunitense Citibank dall’altra) tutta la quota di Italenergia detenuta dal Lingotto.

Edf è pronta a rilevare le quote di Fiat in mano a Citibank qualora la società torinese non riuscisse a far quadrare il proprioi bilancio nel prossimo triennio. Se ciò avvenisse, sul consorzio energetico che controlla Edison si scatenerebbe una vera guerra.

Anche Eni è riuscita a limitare i danni, grazie anche al rialzo del prezzo del petrolio, tornato sopra $24 al barile.

Sul Numtel chiusura in calo per Tiscali, dopo l’annuncio dell’emissione di un bond da €150 milioni.

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