PIAZZA AFFARI GIU’, ACQUISTI SU INTESABCI E FIAT

26 Agosto 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso in leggero calo una giornata iniziata con il segno meno.

A minare la fiducia degli investitori, che a metà giornata avevano invece deciso di fare acquisti, è stato un dato macroeconomico proveniente dagli Usa, che ha condizionato anche l’andamento del mercato statunitense.

Wall Street, infatti, nonostante avesse aperto in denaro, ha subìto il ritorno delle vendite dopo il dato relativo alla vendita di case nuove, risultato molto superiore rispetto alle stime. Il rialzo rispetto al mese precedente è del 6,7%.

Il timore degli esperti è che la liquidità investita per realizzare ben 1.017.000 case sia stato tolto dall’investimento azionario e finanziario in generale, e che molti investitori stiano puntando con decisione al mercato immobiliare.

Il settore, secondo un operatore, è al centro di una possibile bolla speculativa, i cui effetti potrebbero essere molto negativi e potrebbero portare a nuovi ribassi per gli indici europei e per quelli Usa.

Sul fronte internazionale in queste ore tiene banco la delicata questione dell’Ambiente e le ripercussioni che la conferenza in corso a Johannesburg potrebbe avere sulla produzione industriale, mentre l’Opec ha detto che in caso di attacco Usa all’Iraq provvederà a fronteggiare eventuali cali di produzione.

Il Mibtel è sceso a 19.334 punti (-0,38)
Il Mib30 è scivolato a quota 26.343 punti (-0,50%).
Il Midex ha guadagnato lo 0,61% a 24.298 punti.
Il Numtel ha chiuso a 1.504 punti (-0,33%).

In Italia l’attenzione si è concentrata sui problemi relativi all’inflazione e al caro tariffe, in special modo quelle che riguardano servizi pubblici e assicurazioni auto.

Per alcuni titoli l’intenzione del Governo di voler congelare le tariffe di alcuni servizi ha inciso negativamente sulle quotazioni di alcune utilities come Autostrade e altre utilities.

Ha perso terreno Bulgari , che ha sofferto le indiscrezioni riguardanti una possibile revisione del Mib30, che vedrebbe il titolo del lusso fuori dalle Blue chips per far posto a Antonveneta, Parmalat o la neonata Banca Popolare Verona e Novara.

Prese di beneficio per i Tmt: in rosso Stmicroelectronics, depresso dalla decisione della banca d’affari Salomon Smith Barney di abbassare il giudizio su alcuni titoli del settore dei chip.

Sostanzialmente invariati, e comunque lontani dai massimi di giornata, i telefonici. Telecom Italia nel finale ha sofferto le indiscrezioni su una partecipata brasiliana, mentre Tim non ha beneficiato fino in fondo dell’annunciata decisione della Commissione europea di venire incontro a MMO2 e T-Mobile, che hanno chiesto all’Ue di poter condividere i costi d’installazione delle infrastrutture per la tecnologia Umts (Universal mobile telecommunications system) nel Regno unito e in Germania, indiscrezione questa rilanciata dal Financial Times .

Questa scelta dell’Ue, decisa per venire incontro al settore della telefonia wireless, potrebbe far scattare una serie di vantaggi per tutte le società impegnate nel settore della telefonia 3G, i cui investimenti, a detta di operatori e analisìti del settore, difficilmente verranno assorbiti nel breve termine.

Segno meno anche per i media, come Mediaset e Seat Pagine Gialle.

Hanno stentato anche gli assicurativi, come Ras e Generali, mentre Alleanza ha chiuso in leggero rialzo.
Bene invece i bancari (fatta eccezione per Unicredito), con IntesaBci in evidenza. Il comparto sta lentamente riprendendo vigore, anche alla luce della decisione assunta nei giorni scorsi dall’Ue. La Commissione ha stabilito infattin che i benefici previsti dalla cosiddetta Legge Ciampi non sono da considerarsi aiuti di Stato e quindi non vanno restituiti. Per l’istituto milanese si tratta di una vera e propria boccata d’ossigeno da €300 milioni.

Sul settore si moltiplicano le voci di fusione tra Popolari, che interessano anche Popolare Milano e Comindustria.

L’altra stella del Mib30 è stata Fiat dopo il successo dell’Offerta pubblica di sottoscrizione delle obbligazioni del consorzio Italenergia 2002-2007 per un valore sottoscritto di €829,639 milioni.

Il socio francese di Italenergia, Edf, potrebbe essere costretto a cedere asset non core per focalizzarsi sul settore energetico. Questa eventualità è stata però smentita dalla società francese.

Sul Midex in evidenza Alitalia, che tratta alleanze a livello europeo con le principali compagnie aeree.

Bene anche Basicnet, che avrebbe rinnovato il contratto di fornitura con la Nazionale Italiana, e le due squadre di calcio Lazio (alle prese con voci di un maxibond) e Juventus, che domenica ha vinto la Supercoppa Italiana contro il Parma, il primo trofeo della stagione 2002-2003.

Sul Nuovo Mercato prese di beneficio per e.Planet e I.net. Freedomland ha chiuso poco sotto €13, il prezzo offerto da Content nell’ambito dell’offerta pubblica d’acquisto iniziata oggi. Tiscali non è riuscito a riportarsi sopra area €6, bene invece Tecnodiffusione, Algol e Finmatica.

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