PIAZZA AFFARI: GIU’ ENI VOLA RISPARMIO GESTITO

18 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari passa al giro di boa di metà seduta con gli indici in rialzo, ma con un ritmo di crescita inferiore rispetto alle altre borse europee.

I mercati approfittano del momento, dopo che l’ultimatum di George W. Bush a Saddam Hussein ha fugato per il momento le incertezze sul fronte geo-politico. Si procede con ricoperture, ma ci si fanno poche illusioni: il toro, a detta di molti operatori, è ancora lontano.

Nel frattempo dati come l’indice tedesco Zew offrono una buona sponda per il rialzo e mettono in secondo piano, per esempio, i dati sull’inflazione nella Zona Euro.

Il Mib30, in Italia, è appesantito dal calo di Eni e delle controllate Saipem e Snam Rete Gas, sulla scia dell’andamento del prezzo del greggio.

Il petrolio, che ieri era già sceso al di sotto dei $30, oggi si è portato fino a $26,80.

Con i titoli del settore oil sono in calo anche Autostrade e Antonveneta. Per il resto, tutti segni più.

Soprattutto crescono i titoli più sensibili all’andamento degli indici. E’ il caso dei titoli del risparmio gestito, ma vanno bene anche le banche.

Cresce Capitalia, che oggi ha raggiunto un accordo con i sindacati per la gestione di 1.700 tagli ai posti di lavoro.

In rialzo anche Intesa. La banca è una delle poche che, secondo una ricerca condotta dal mensile Banca Finanza, affiancata da uno studio di Eta Meta Research su 100 esperti, a non aver beneficiato nel 2002 del boom del settore mutui, per il quale in alcuni casi il tasso di crescita ha raggiunto il 46%.

Ottimo il passo di Stmicroelectronics, che con una crescita di quasi tre punti e mezzo percentuali si porta a ridosso dei €20.. Forte anche la controllante Finmeccanica e, nel comparto industriale, anche Fiat.

Grande attenzione per gli assicurativi, nel giorno dei consigli di amministrazione di Ras e di Generali.

Oggi è passato ai blocchi l’1,4% del capitale di Generali. L’attenzione sul titolo è ancora alta nonostante l’amministratore delegato Alessandro Profumoabbia detto ieri di non volersi muovere dal suo posto e che il 3,5% che ha comprato è sufficiente.

Quanto ai dati di bilancio, gli analisti si attendono una forte perdita, circa €800 milioni, a causa delle svalutazioni, soprattutto della partecipazione nella tedesca Commerzbank.

Positivi i teelfonici e Tim nonstante Morgan Stanley abbia abbassato l’obiettivo di prezzo del titolo a €4,75. E’ comunque un livello superiore all’attuale quotazione.

Sempre sul Mib30, Parmalat è il titolo che in assoluto guadagna più di tutti.

Sul Midex ottime prestazioni del lusso.

Sul Numtel Tiscali si porta a ridosso dei €4.

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