PIAZZA AFFARI: GIORNATA ”NO” CON GLI INDICI GIU’

14 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari sta vivendo un’altra giornata “no”, con gli indici pesantemente in rosso, il Mibtel sotto quota 31.000 e solo due titoli positivi sul Mib30: Enel (+1,84% a 4,09 euro) e Eni (+1,09% a 6,61 euro).

Il listino italiano segue il sentiment negativo che attraversa tutta Europa, dove le principali Borse vanno giù sulla scia dei titoli telefonici e dei bancari. Dagli USA, poi, niente di buono, con i futures in leggera rimonta ma sempre in territorio negativo.

Il Mibtel a metà seduta perde l’1,09% a 30.940 punti, il Mib30 lascia l’1,07%, il Midex l’1,83%. Pesantissimo il Nuovo Mercato, che cede il 3,14%.

Il ribasso sta attraversando trasversalmente tutti i comparti. Se tengono Enel e Eni è perché, spiega a WallStreetItalia il trader di una primaria Sim, si tratta di due titoli difensivi, rifugio sicuro nei momenti di debolezza e incertezza.

Per Seat è un’altra seduta da dimenticare. Il titolo sta perdendo il 3,84% a 2,25 euro. Nell’ultimo mese ha ceduto il 25%. Secondo i trader, a pesare sulle azioni di Lorenzo Pellicioli sono due fattori: da una parte il ripensamento del mercato, peraltro generalizzato in tutta Europa, sulle potenzialita’ degli Internet service provider; dall’altra l’effetto conversione. Molti fondi e investitori istituzionali, avrebbero infatti deciso di smobilizzare parte delle azioni Seat in loro portafoglio per finanziare il conguaglio (0,89 per azione) necessario a convertire le risparmio in ordinarie.

“La società comunque è buona – afferma a WallStreetItalia Diego Mihalich, trader di Gestnord Intermediazione Sim – gli utili ci sono; quello che è difficile è capire il suo valore effettivo dopo la scommessa sulla New Economy e l’operazione con Tin.it. (Vedi Piazza Affari: fuga generalizzata da Seat)

Sempre nel comparto editoriale, un altro titolo che sta soffrendo parecchio è Mediaset. Secondo un operatore di mercato dietro il forte calo c’è la crisi della raccolta pubblicitaria prospettata per l’ultimo trimestre dell’anno. (Vedi Piazza Affari: Mediaset va giù a rotta di collo)

In calo la galassia di Roberto Colaninno, con Olivetti e Tecnost che cadono senza rete. Secondo l’opinione di un trader, sui titoli incide il futuro ridimensionamento del peso nell’indice Mib30 dopo la fusione tra le due holding. (Vedi Piazza Affari: Olivetti e Tecnost verso il fondo)

Perdono quota anche i bancari; in questo momento Mediolanum è il peggior titolo del Mib30 con un calo del 5,31% a 14,22 euro. (Vedi Banche: pesa il downgrade di Goldman Sachs)