Piazza Affari e l’irruzione dei precari: striscioni “O la Borsa o la vita”

6 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

(in aggiornamento)
Milano – Otto militanti del centro sociale milanese Cantiere e appartenenti alla sigla sindacale Usb – il Sindacalismo di Base del Pubblico impiego – hanno fatto irruzione lunedì mattina alla Borsa di Milano, per protestare contro i provvedimenti presi dalla manovra del governo, riuscendo a salire al secondo piano del Palazzo Mezzanotte, da dove hanno esposto alcune bandiere del sindacato. Dopo un paio d’ore di occupazione hanno lasciato il palazzo.

Gli otto sono stati tutti identificati. Nel frattempo, un altro gruppo ha tentato di entrare ed è stato bloccato dal personale di sicurezza alla porta che è stata poi chiusa. Fuori dall’edificio sono stati esposti alcuni striscioni tra cui uno che – in vista dello sciopero generale di oggi – recitava: «Predicano austerity ma razzolano male, rubano ai poveri per dare ai soliti».

La facciata del palazzo è stata riempita di volantini e striscioni e sulla strada davanti all’ingresso sono state posizionate alcune tende da campeggio, che vogliono simboleggiare la precarietà in cui si trovano a vivere le giovani generazioni in questi anni. Si è registrato qualche momento di tensione quando la polizia ha tentato di sgomberare le prime due delle sette tende allestite in piazza. Gli agenti hanno cercato di sradicare le tende con all’interno alcuni dei ragazzi, tra spintoni e insulti. Dopo un tentativo durato alcuni minuti, le forze dell’ordine hanno desistito. Due giovani sono rimasti contusi, rispettivamente a una mano e alla schiena.

LE TENDE – Dopo lunghe trattative i manifestanti hanno spostato le tende da campeggio: soltanto due rimangono di fronte all’edificio, mentre le altre cinque sono state sistemate in fondo a piazza Affari, a ridosso dei portici, dov’è stato montato anche un gazebo. Il presidio rimarrà, in attesa della manifestazione indetta dalla Fiom, a partire dalle 20.30 in piazza Affari. Alla manifestazione parteciperanno tutte le sigle della sinistra radicale. I rappresentanti che rimarranno in presidio davanti alla Borsa hanno intenzione, alla conclusione del corteo, di calare lo striscione «Cancellare il debito» da una finestra della struttura.

GLI STRISCIONI – Sull’edificio sono stati appesi gli striscioni «O la Borsa o la vita» e «Cancellare il debito». In mezzo a piazza Affari è stato invece appeso lo striscione «Predicano austerity ma razzolano male, rubano ai poveri per salvare i soliti». In piazza sono state disposte sei tende da campeggio.

Le tende davanti alla Borsa «Da qui non ce ne andiamo – ha ribadito Germani – vogliamo la cancellazione del debito che affligge il nostro paese e l’Europa intera». «Basta con le politiche del pareggio di bilancio che impongono ai ceti subalterni enormi e oramai improponibili sacrifici – ha aggiunto – i nostri conti sono già in rosso grazie a chi attraverso la crisi ha speculato. Non intendiamo pagare nessuna manovra – ha proseguito il sindacalista – e non vogliamo manovre correttive ne tanto meno contromanovre targate con sigle sindacali o partiti di maggioranza o opposizione. La soluzione alla crisi è la cancellazione del debito».

L’occupazione della Piazza, ha spiegato il sindacalista «continuerà con un fitto programma di eventi ed iniziative e la notte verrà passata nelle tende. Non mancheranno grigliate, musica e vino e si aspettano attori e musicisti milanesi per tutta la notte, in attesa della manifestazione che partirà da Largo Cairoli».

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da REUTERS

Alcune persone, tra cui militanti della sigla sindacale Usb e dei collettivi dei precari, hanno fatto irruzione oggi alla borsa di Milano chiedendo che venga cancellato il debito dell’Italia e dell’Europa, il giorno prima dello sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra del governo.

Mentre il gruppetto, composto da una decina di persone, appendeva striscioni alle finestre di palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, alcune decine di manifestanti sono rimaste fuori dall’edificio assicurando che passeranno la notte nelle tende allestite davanti all’ingresso principale del palazzo, come riferito da un testimone Reuters.

“Vogliamo la cancellazione del debito che affligge il nostro paese e l’Europa intera (…). Non intendiamo pagare nessuna manovra e non vogliamo manovre correttive né tantomeno contromanovre targate da sigle sindacali o partiti di maggioranza o opposizione”, ha detto in una nota Riccardo Germani, della segreteria provinciale Usb Milano.

Per domani la Cgil, il principale sindacato del Paese, ha indetto lo sciopero generale di otto ore per protestare contro la manovra del governo definita “iniqua e sbagliata”.

“La notte verrà passata nelle tende, non mancheranno grigliate, musica e vino e ci raggiungeranno attori e musicisti milanesi”, ha aggiunto Germani nel comunicato.