PIAZZA AFFARI DEPRESSA DA CEDOLE E REALIZZI

20 Maggio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari chiude vicino ai minimi una giornata particolare. Le scadenze tecniche dello stacco della cedola per 94 società (16 delle quali nel Mib30) ha comportato una partenza penalizzata dell’1,23% nel Mibtel e dell’1,26% nel listino delle Blue Chips.

Al giro di boa la borsa si è mantenuta sui livelli dell’apertura: l’apertura in calo di Wall Street ha depresso ulteriormente le contrattazioni, peraltro ridotte al lumicino.

La scarsa presenza di operatori e investitori sul mercato ha però permesso al listino milanese di contenere i danni dopo la cattiva performance del superindice economico Usa, che in aprile è sceso dello 0,4%, mentre gli analisti avevano stimato una flessione dello 0,2% (consensus Multex/Zacks).

Dal punto di vista macroeconomico oggi si è registrato il calo del dato relativo a fatturato e ordinativi del settore industriale in Italia.

Il Mibtel è sceso a 22.636 punti (-2,01%)
Il Mib30 si è fermato a 31.020 punti (-2,04%).
Il Midex ha ceduto il 2,29% a 28.537 punti.
Il Numtel ha chiuso a 1.980 punti (-2,17%).

I migliori di giornata sono stati gli energetici, fatta eccezione per la controllata Eni, cioè Snam Rete Gas, penalizzata da alcune indiscrezioni legate all’approvazione di una legge nella regione Friuli Venezia Giulia sulla scorta di quanto fatto in Sicilia.

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Il titolo del cane a sei zampe ha recuperato terreno dopo le dichiarazioni del ministro iraniano del petrolio, Bijan Namdar-Zanganeh, che ha dichiarato:” Nella prossima riunione di giugno dell’Opec, l’Iran proporrà di non modificare la produzione di petrolio“. Bene anche Enel, che ha tratto vantaggio dai conti della controllata Wind.

Male invece i telefonici, preda di vendite nel giorno dello stacco della cedola per Pirelli e Telecom Italia. La società di telefonia fissa ha anche annunciato l’aumento del canone telefonico.

Tra i bancari male Bnl, Banca di Roma e Unicredito, mentre in netta controtendenza hanno chiuso Mediobanca e Bipop Carire, che ha terminato sopra €2. In calo anche San Paolo Imi: l’istituto bancario starebbe studiando l’integrazione con Cassa di Risparmio di Firenze

Fiat ha chiuso debole in area €13,6 nonostante i giudizi d’acquisto di alcune banche d’affari. La crisi del settore porterà un taglio di €170 milioni in investimenti pubblicitari.

“Un errore”, ha affermato Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset (che ha terminato la seduta in leggero calo), perché “per vendere ci vuole la pubblicità”.

Sul Midex bene Parmalat, mentre Lottomatica ha chiuso in calo dopo che l’Autorità garante per la concorrenza ha aperto una inchiesta per verificare l’ipotesi di posizione dominante da parte della società nel settore dei giochi e delle scommesse. Tra i peggiori del listino a media capitalizzazione anche Fondiaria. Le vendite si sono abbattute sul titolo dopo che la Consob ha deciso il “non obbligo” di Opa (Offerta pubblica di acquisto) per Sai, in quanto “non è più ravvisabile concerto con Mediobanca”.

Sul Numtel Tiscali ha chiuso sotto €8,5.

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