PIAZZA AFFARI DEBOLE, TLC CONTRASTATI

22 Maggio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso debole una giornata scandita dall’allarme bomba al Ponte di Brooklyn, che ha però riaperto dopo qualche ora.

Sulla piazza milanese ha pesato anche il calo generalizzato dei tmt, affossati dai dati poco confortanti del colosso telefonico tedesco Deutsche Telekom e dallo scontro tra Nokia (NOK – Nyse) e Microsoft (MSFT – Nasdaq) nel settore della telefonia cellulare.

Il titolo della società finlandese ha sofferto anche oggi il warning lanciato martedì da Eimo, che fa presagire un semestre difficile nella vendita di telefonini.

La chiusura dei listini milanesi è in linea con l’andamento di metà giornata, quando cioè il mercato ha cercato di risalire sui buoni livelli dell’avvio.

L’apertura cauta di Wall Street, timorosa dopo il pericolo terrorismo, non ha aiutato le contrattazioni a Piazza Affari. La tendenza degli investitori, secondo i dati diffusi oggi, sembra quella di privilegiare le obbligazioni al mercato azionario. Oggi sono stati diffuse alcune anticipazioni sulla raccolta dei fondi azionari, risultata stabile e in qualche caso negativa.

Sul fronte macroeconomico oggi è stato diffuso il dato relativo all’inflazione italiana: i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% ad aprile e del 2,3% rispetto a maggio 2001.

Il Mibtel è sceso a 22.454 punti (-0,8%)
Il Mib30 si è fermato a 30.746 punti (-0,96%).
Il Midex ha ceduto lo 0,60% a 28.323 punti.
Il Numtel ha chiuso a 1.934 punti (-1,88%).

Stmicroelectronics è stato tra i peggiori della giornata, depressa dalle su citate prospettive negative del mercato della telefonia mobile. L’andamento del titolo ha seguito fedelmente quello settoriale europeo, anch’esso in netto calo.

I telefonici hanno chiuso contrastati. L’effetto Deutsche Telekom si è abbattuto in particolare su Tim, meno sugli altri titoli della filiera Pirelli, In controtendenza invece Telecom Italia.

I bancari hanno cercato di resistere, sebbene alcuni titoli siano stati indeboliti da una ridda di voci. E’ il caso di IntesaBci, che ha sofferto i rumor che riguardano le attività in Argentina. La smentita della società non è servita a recuperare le perdite.

Chiusura in calo anche per Bnl, San Paolo Imi e Mps. Anche il risparmio gestito ha sofferto, dietro i dati relativi alla raccolta. Pesanti dunque Mediolanum, che ha chiuso sotto la resistenza psicologica a €8, e Fideuram.

Tra gli energetici, hanno brillato Italgas e Saipem, mentre Snam Rete Gas ha avuto un andamento altalenante, anche a causa della incertezza delle principali banche d’affari sul futuro del titolo.

Debole la chiusura di Enel.

Sul Midex ha terminato in denaro Snia, spinta dalle voci di vendita della società.

Sul Nuovo Mercato chiusura in rosso per Tiscali, mentre Euphon ha limitato i danni a una perdita inferiore allo 0,3%.

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