PIAZZA AFFARI DEBOLE SOTTO IL PESO DI GENERALI

5 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari chiude un’altra seduta in territorio negativo peggiorando anche le indicazioni di metà giornata e dell’apertura.

Il mercato ha dovuto fare i conti in mattinata con i dati sulle immatricolazioni di nuove auto a febbraio, che hanno pesato su Fiat . Il titolo del Lingotto poi ha dovuto subire anche l’onta del declassamento dei suoi debiti al livello junk, spazzatura, da parte di S&P.

Cattive indicazioni sono arrivare anche dall’indice Pmi che a febbraio, in Europa, ha segnato un calo al di sotto della soglia dei 50 punti, che separa l’espansione dalla contrazione. L’indice infatti è arrivato a 48,9 punti contro i 50 di gennaio e contro i 50,4 attesi dagli analisti.

Newl pomeriggio non è arrivato nessun aiuto da parte dei mercati a stelle e strisce. Dopo un’avvio debole, Wall Street ha provato a crescere, ma si è arresa dietro al dato relativo all’Ism servizi di febbraio. L’indicatore si è rivelato in linea con le stime, scendendo tuttavia dal mese di gennaio.

A portare un po’ di serenità sui mercati sono state le notizie provenienti dal fronte internazionale, che hanno visto sotto i riflettori le dichiarazioni di Francia, Russia e Germania. I tre Paesi hanno sottolineato che si opporranno a una risoluzione Onu che autorizzerà la guerra contro l’Iraq .

Sempre sul fronte Usa lo scivolone del dollaro contribuisce alla cautela. L’importante termometro della fiducia degli investitori sull’economia americana ha registrato un nuovo minimo record, testando il valore più basso contro l’euro degli ultimi quattro anni .

Tornando sul mercato italiano, tiene sempre banco l’affare Generali, anche oggi pesantemente colpita dalle vendite. Male, anzi peggio, anche Mediobanca che resta al centro della vita finanziaria del Paese cpsì come Unicredito. Il titolo di Piazza Cordusio ha chiuso sulla parità e dopo aver rilevato il 2% di Generali pare sia pronto ad arrivare fino al 20% della compagnia per bilanciare il fronte Mediobanca e gli alleati francesi.

Gli altri bancari sono generalmente negativi, con le eccezioni di Bnl e Intesa. in lettera il risparmio gestito: Fineco ha chiuso pesante anche nella prospettiva di una sua uscita dal paniere del Mib30 alla prossima revisione.

Tra i titoli che hanno perso tanto, come già anticipato, c’è Fiat, colpita tra l’altro dal downgrade di SSSB. E’ prevista per domani una riunione tra i vertici del Lingotto e quelli del partner americano General Motors per fare il punto della situazione.

Novità sembrano giungere sul fronte delle dismissioni: il gruppo editoriale De Agostini ha infatti presentato una proposta d’interesse per rilevare il 100% di Toro, controllata dal Lingotto. Ora si tratta di analizzare il dossier sulla società assicurativa ed eventualmente formare una cordata con altri gruppi per entrare nel capitale.

Deboli Eni e la controllata Snam Rete Gas che hanno puntellato il mercato per buona parte della seduta.

In leggero calo anche Enel. Oggi il gruppo ha detto di aver raggiunto un accordo che lo porterà al controllo di una centrale di lignite in Bulgaria da 840 mw con una percentuale superiore al 70%. Il valore dell’operazione è di €140 milioni. Sempre di oggi la notizia che France Telecom vuole chiarire entro l’anno con Enel la strategia su Wind. Enel ha il 73% di Wind. Smentite nel frattempo le dimissioni del direttore finanziario del gruppo, Fulvio Conti.

Poco mossa Finmeccanica. Il gruppo ha acquisito Ote, principale azienda italiana nel settore delle radiocomunicazioni mobili private. Più in basso troviamo la controllata Stmicroelectronics che non è riuscita a sfruttare gli acquisti che sono arrivati in America sui semiconduttori.

Sul Numtel attenzione puntata su Tiscali che continua a girare pericolosamente sul supporto psicologico dei €4.

Sul Midex spicca il calo di Autogrill dopo un accordo tra due concorrenti. Dall’altra parte si segnala invece l’exploit di Benetton
sulla scia dei rumor.

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