PIAZZA AFFARI DEBOLE, MA FARI SUI RIALZI DI TELECOM E BULGARI

13 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

In attesa dell’avvio della giornata di contrattazioni di Wall Street, Piazza Affari continua a riportare una performance all’insegna della debolezza, con l’indice Ftse Mib che, alle ore 11.40 circa, cede lo 0,22%, a quota 23.240,4902 punti.

Meritano di essere menzionati però i rialzi di due titoli in particolare, ovvero di Telecom e di Bulgari.

Telecom svetta in cima al listino, mettendo a segno un rialzo del 2,84%, nel giorno della conference call sui risultati 2009.

Il gruppo telefonico italiano ha chiuso l’anno con un risultato netto consolidato pari a 1.581 milioni di euro, in calo di 596 milioni di euro rispetto al 2008. Invariato il dividendo che il cda ha deciso di proporre all’assemblea, pari a 5 euro cent per ciascuna azione ordinaria e a 6,1 euro cent per ciascuna azione di risparmio.

Per Sparkle è stato creato un fondo rischi da 507 mln euro, in linea con le attese della stampa. L’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha definito i conti “molto soddisfacenti”.

Giornata positiva anche per il titolo Bulgari a Piazza Affari, grazie all’exploit del big del lusso francese LVMH sulla borsa di Parigi sul fatturato trimestrale migliore delle attese.

Sulla piazza milanese le azioni della maison del lusso italiano stanno registrando una risalita dell’1,44%, dopo essere balzate in mattinata di oltre due punti percentuali, con oltre un milione di pezzi scambiati.

Sotto i riflettori anche Eni, che registra un timido rialzo dello 0,11% nonostante il giudizio positivo di Ubs, che ha emesso un upgrade a “buy” dal precedente “neutral”.

Tra le banche offerta Unicredit (-0,22%), in attesa del cda straordinario sul progetto banca unica. Generali cede lo 0,67%. Secondo indiscrezioni di stampa la controllata Generali Properties sarebbe pronta a rilevare il 20% di Citylife in possesso della Lamaro Appalti.

Guardando all’atteggiamento degli investitori, si può dire che l’attenzione è rivolta quasi esclusivamente alla valanga di trimestrali in arrivo dagli Usa nelle prossime quattro settimane, dalle quali si potranno trarre conclusioni sullo stato di salute dell’economia mondiale e soprattutto a stelle e strisce.

Intanto non ha incoraggiato Alcoa, che ieri sera a mercati chiusi ha annunciato ricavi sotto le attese degli analisti.