Piazza Affari debole in attesa di Wall Street

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – La borsa milanese taglia il traguardo della metà seduta in calo frazionale appesantita, al pari delle altre piazze del Vecchio Continente, dalle vendite sulle banche e dall’andamento debole dei futures a stelle e strisce. La sessione era partita all’insegna degli acquisti grazie alla buona impostazione di Tokyo e alla positiva lettura del PMI manifatturiero cinese, che ha messo a segno il maggior rialzo degli ultimi cinque mesi confermando la solidità dell’economia del Dragone e infiammando il settore delle materie prime. Gli investitori non riescono tuttavia a scrollarsi di dosso i timori per un rallentamento dell’economia, nonostante il miglioramento della fiducia dei consumatori francesi, l’aumento del clima affari in UE e l’ulteriore rafforzamento della fiducia dell’economia della Zona euro, come dimostrato dai dati macroeconomici diffusi in agenda in una sessione ricca di statistiche in Europa ma priva di spunti macro in USA. Oggi pomeriggio si potrà infatti contare solo sulle indicazioni provenienti dal dato sulle scorte di greggio, in attesa di importanti indicatori previsti tra domani e dopodomani. In particolare i riflettori si punteranno sulla prima stima del PIL del secondo trimestre, sulle richieste di sussidi alla disoccupazione e sull’ISM manifatturiero. Restano sullo sfondo anche le preoccupazioni sullo stato di salute delle banche europee e degli stati più a rischio default, nonostante gli sforzi delle autorità per rispettare il patto di stabilità e preservare la salute degli istituti di credito. In Italia attende inoltre l’esito del voto di fiducia al Governo, con il premier Silvio Berlusconi che in un discorso ha invitato le parti ad agire nell’interesse del bene comune per portare a termine le riforme. Sul valutario la valuta unica si conferma robusta nei confronti del dollaro a 1,3612 usd. Tra le commodities il petrolio viaggia a 76,32 dolari al barile in attesa del dato sulle scorte, che gli analisti stimano in calo. Sempre bollente l’oro, che ha aggiornato nuovi record. Il Ftse All Share segna una limatura dello 0,17%, il Ftse Mib dello 0,23%. Banche tutte in rosso e in netto peggioramento sul paniere principale, con vendite a piene mani soprattutto sulla Pop. Milano e il Banco Popolare. Quest’ultima patisce voci di stampa che la vedono in procinto di attuare misure a sostegno del patrimonio, indecisa se cedere alcuni asset o procedere ad un aumento di capitale. Tra i peggiori anche Ubi Banca mentre Unicredit limita le perdite in attesa di conoscere il sostituto di Alessadro Profumo, che probabilmente verrà annunciato domani in concomitanza con il CdA a Varsavia. In cima ai guadagni si colloca Saipem in scia alla domanda sostenuta del petrolio. In miglioramento Eni sull’annuncio della chiusura di una indagine da parte della Commissione europea, che ha accolto la proposta del Cane a sei zampe di cedere la partecipazione in tre gasdotti rendendo più libero il mercato del gas. Bene le assicurazioni con Fondiaria-Sai che beneficia di report di stampa secondo cui Vincent Bollorè avrebbe aumentato la partecipazione nella controllante Premafin. Solide Prysmian e Pirelli. Quest’ultima ha annunciato ieri sera un aumento del prezzo dei pneumatici negli States. Positiva STMicroelectronics che, secondo Le Figaro, avrebbe deciso di aumentare investimenti e capacità produttiva per venire incontro all’aumentata domanda di chip. Sull’ampio vola Exprivia che oggi ha annunciato una commessa ottenuta da una multinazionale del settore energia.