PIAZZA AFFARI DEBOLE E ORFANA DELLE TLC

10 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari supera la boa di metà giornata in ribasso ampliando tuttavia le perdite dell’avvio. Deboli anche le altre borse europee.

Il Mib30 oggi si presenta rinnovato con il nuovo paniere che vede, al posto di Fineco, il titolo Popolare di Bergamo.

La notizia del giorno tuttavia riguarda la sospensione, per due giorni, dei titoli che fanno parte della filiera di Marco Tronchetti Provera, esclusa Tim, in attesa delle decisioni che verranno prese nei consigli di amministrazione di domani sul possibile accorciamento della catena di controllo.

Il titolo che guadagna di più percentualmente fra le blue chip è Stmicroelectronics.

Il titolo viene spinto verso l’alto da alcune notizie, tra le quali quella riguardante gli investimenti per $250 milioni a Singapore. Non è estranea al rialzo la considerazione del mercato sul fatto che l’assottigliamento della quota di mercato di Intel possa favorire il gruppo italo-francese.

L’andamento del titolo, che trascina con sé anche la controllata Finmeccanica, si inserisce nella vivacità del settore high-tech nel resto d’Europa.
Tengono anche alcuni difensivi, come Autostrade, Enel e Snam Rete Gas nonostante il downgrade operato da Morgan Stanley che ha portato il suo giuduzio a “equalweight” dal precedente “oerweight”. Negativa invece la controllante Eni in attesa delle decisioni dell’Opec.

Pesante Fiat che si trova a quota €6 dopo che nel corso della mattinata ha toccato anche un minimo a €5,88. Negativo il comparto auto in tutta Europa. Sul Lingotto tuttavia pesa in particolate l’incertezza sugli esiti della ristrutturazione.

Il presidente di Fiat Umberto Agnelliavrebbe chiesto al partner americano General Motors di aderire a una ricapitalizzazione di Fiat Auto per €5 miliardi, ma il gruppo Usa ha delle perplessità.

Secondo quanto risulta all’agenzia di stampa Reuters, si cerca ancora un accordo.

Va ricordato che Capitalia, Fiat e la controllata Toro hanno firmato un accordo che disciplina i reciproci rapporti in relazione alla prevista dismissione della compagnia assicurativa da parte della controllante Fiat.

Capitalia può individuare un terzo acquirente per la quota che Toro ha nel gruppo romano, pari al 6,6% circa.

Se Capitalia si muoverà in tal senso, l’acquirente di Toro sarà obbligato a vendere la quota della compagnia nel gruppo bancario a un prezzo correlato ai prezzi ufficiali di mercato più un premio del 25%.

Toro, informa una nota, potrà vendere a società del gruppo bancario la partecipazione in Roma Vita al prezzo di €370 milioni. In tal caso le parti avranno il diritto di recedere da tutti gli accordi commerciali in atto.

Tra gli altri titoli, in calo quelli del comparto bancario. Cedono anche Intesa e Unicredito.

Sul Numtel i titoli in positivo sono appena una manciata. Negativa e.Biscom: la società ha comunicato di aver ridotto la propria quota detenuta in Pirelli & C a poco più del 2% da 4,8% precedente. Oggi è stata anche raggiunta l’intesa con Aem sulle controllate Fastweb e Metroweb.

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