PIAZZA AFFARI CHIUDE SUI MINIMI DIETRO NASDAQ

29 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso con gli indici in negativo la prima vera seduta della settimana, dopo il lungo ponte che ha visto chiuse le Borse di Wall Street e di Londra.

Le attese oggi erano per i dati macroeconomici americani come l’indice di fiducia dei consumatori a maggio e i redditi delle famiglie in aprile. I dati non sono stati negativi, in particolare il primo che è stato decisamente superiore alle attese, ma il Nasdaq ha comunque proseguito sulla via del ribasso.

Il mercato italiano, come quelli europei, ha seguito l’indice tecnologico USA con accentuate vendite sui telefonici e sui titoli del risparmio gestito. Hanno invece corso in controtendenza le utilities e alcuni finanziari.

“E’ un mercato vuoto e senza idee – commenta a WallStreetItalia Angelo Semerano, trader di Sella Capital Market – con il listino tenuto in piedi da Enel ed ENI. Forse il mercato sta aspettando le prime mosse del governo Berlusconi per consolidare la ripresa economica”.

All’operatore della Banca Sella si unisce anche un altro trader di un’altra Sim italiana che aggiunge: “non ci sono temi, nessuna scommessa, ma solo voci. L’indice è sempre lì da mesi”.

“Noi siamo negativi sul futuro e ci aspettiamo uno storno del Dow Jones, alimentato da una lenta ripresa degli USA, che difficilmente crescerà più dell’1-1,5% nel prossimo anno”.

“L’Europa ha tutte le carte in regola per sovraperformare l’America, sia a livello macroeconomico che a livello azionario. Bisogna però sganciarsi dal vagone statunitense. Sarebbe bene che la BCE tagliasse i tassi di almeno lo 0,25% prima dell’estate – aggiunge l’operatore – anche perché il divario con i tassi USA si sta facendo evidente”.

Al termine della seduta, il Mibtel ha segnato un calo dello -0,87% a 27.855 punti, il Mib30 0,94% a 39.551, il Midex a -1,28% a 31.657, il Numtel -0,6% a 3.618.

Tra i titoli che maggiormente hanno animato il mercato c’è Enel (+1,56% a €3,72) che è stato tra i più scambiati in assoluto. Il titolo è stato spinto soprattutto dalle ipotesi fatte in un articolo della stampa britannica secondo cui la società dovrebbero compensare gli azionisti per il deciso calo del titolo dal momento dell’Ipo. Tra le soluzioni individuate un buy-back (riacquisto delle proprie azioni) o un dividendo straordinario. (Vedi anche la sezione RUMORS

che si trova sul menu in cima alla pagina e Piazza Affari: gli upgrading e i downgrading).

Tra i titoli finanziari, in rialzo MPS. Il titolo è stato spinto dalla scommessa su un disimpegno dalla quota posseduta in San Paolo Imi.

Ancora sugli schermi la telenovela che riguarda Montedison (-2,02% a €2,86): oggi i rappresentanti della francese Edf e il finanziere Roman Zaleski sono stati convocati in Consob, Commissione di controllo per le società e la borsa. Il commissario UE alla concorrenza, Mario Monti, ha detto oggi che “nel caso EdF-Montedison, c’e’ una consistente partecipazione, che non sembra essere di controllo. Queste sono valutazioni che all’occorrenza bisognerà approfondire e quindi non scatta il regolamento concentrazioni”.

La controllata Edison (+0,19% a €10,87) è invece cresciuta. (Vedi Piazza Affari: cosa aspettarsi oggi).

Il comparto dei telefonici è stato sotto pressione in tutta Europa dopo i risultati in linea della britannica Vodafone. Ha sofferto Olivetti (-2,31% a €2,37), ma soprattutto TIM (-3,51% a €7,14), la peggiore tra le Blue Chip. In calo anche Telecom Italia (-1,78% a €11,68), sulla cui acquisizione dell’1% di TIM sta indagando Consob. (Vedi anche Piazza Affari: tlc in calo pagano appeal ridotto)

Nella galassia di Roberto Colaninno ha perso terreno anche Seat Pagine Gialle (-0,51%-0,51% a €1,16) dopo l’assegnazione dell’ultimo rating da parte di Rasfin (Vedi Piazza Affari: gli upgrade e i downgrade).

Tra i titoli del risparmio gestito ha sofferto piu’ di tutti Bipop Carire (-3,48% a €4,49) in calo di oltre il 3%.

Sul Nuovo Mercato, molto movimento è stato registrato sul titolo Biosearch (+3,48% a €25,25) dopo le ultime novità sul fronte della ricerca e della commercializzazione di un suo farmaco (Vedi Piazza Affari: gli spunti sul Nuovo Mercato); tutto il comparto delle biotecnologie è salito, come evidenzia anche la crescita di Novuspharma (+2,81% a €45,4).

In calo, invece, Freedomland (-2,17% a €22,1), dopo la rottura all’interno del gruppo di partner che intendevano rilevare il pacchetto di maggioranza della società (Vedi sezione RUMORS

che si trova sul menu in cima alla pagina).