PIAZZA AFFARI CHIUDE PESANTE DIETRO AL NASDAQ

20 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Seduta dai due volti per la Borsa di Milano che ha atteso in rialzo, sin dalla prima mattina, l’apertura dei mercati USA per invertire immediatamente la rotta ai primi segni di debolezza da parte del Nasdaq.

“E’ un mercato vuoto – commenta a WallStreetItalia Daniele Tolusso, operatore equity sales della Uniprof – con i gestori che giocano a nascondersi. E’ bastato che uno degli indici americani andasse in rosso, oltrettutto senza notizie perticolari, per bruciare i guadagni della seduta, come se il nostro destino dipendesse per i tre-quarti dai TMT”.

“E’ la dimostrazione che la bolla speculativa americana – aggiunge l’operatore – non si è ancora sgonfiata completamente”.

“Il Mibtel – conclude Tolusso – ha sfondato l’importante supporto dei 29.000 punti e questo ci porta in un terreno molto pericoloso”.

L’indice Mibtel ha chiuso in calo dell’1,39% a 28.785 punti, mentre il Mib30 si è fermato a -1,71% a 41.100 punti. Chiusura in rosso anche per il Numtel che dopo un rialzo di oltre il 3% segnato alle 15:00, ha lasciato sul campo lo 0,68% a 4.225 punti.

A poco quindi è servita la riscossa tentata sino al pomeriggio dai telefonici, dai media e dai tecnologici, che nelle scorse sedute erano stati massacrati dalle vendite.

Ripiegamento, invece, piu’ consistente per gli assicurativi e i bancari gia’ deboli dalla partenza. In particolare una brutta giornata per Mediolanum e per San paolo Imi.

Tra i titoli che più hanno attirato l’attenzione, Olivetti (-1,78% a €2,37) al secondo giorno dell’aumento di capitale per 5.000 miliardi di lire. Voci di mercato sostengono che solo al termine di questo aumento di capitale il numero uno di Telecom Italia, Roberto Colaninno, deciderà di variare il prezzo di conversione delle azioni di risparmio Telecom Italia in azioni ordinarie.

Sempre tra i telefonici, in vista Telecom Italia (-0,09% a €11,97), che ha tenuto relativamente bene alle vendite sui telefonici, sebbene siano cresciute anche oggi le tensioni interne con gli azionisti di risparmio che vogliono bloccare la conversione in ordinarie.

In forte ribasso TIM che perde il 3,11% a €6,98.

Mediaset (-0,85% a €11,21) ha infiammato gli scambi questa mattina dopo che la stampa ha diffuso le anticipazioni del vertice sulla raccolta pubblicitaria, ma alla fine le vendite hanno prevalso. (Vedi Piazza Affari: Mediaset con il vento in poppa)

Sul fronte dei titoli industriali Pirelli (+1,39% a €4,010) si è messo in vetrina salendo ai massimi storici per poi limare il guadagno sul finale. Sul titolo si sono addensate voci di mercato che scommettono su un possibile ingresso del gruppo di Marco Tronchetti Provera nel capitale di STMicroelectronics dopo l’eventuale uscita di Finmeccanica, che attualmente ne detiene oltre il 22%. (Vedi Piazza Affari: Finmeccanica su con STM e anche Piazza Affari: Pirelli ai massimi storici)

Autostrade (-0,14% a €7,11) ha galleggiato per tutta la seduta malgrado la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che ha deciso di non permettere al ministero del Tesoro di incassare i 4.000 miliardi di lire posti a garanzia della partecipazione del consorzio Blu, di cui Autostrade è azionista di riferimento, nella gara per le licenze UMTS (telefonini di terza generazione). (Vedi Tlc: il TAR del Lazio chiude l’affare Blu)

Nel comparto bancario, oggi riflessivo, si è messo in luce Bipop Carire (-1,30% a €6,39) che ha pero’ ritracciato sul finale. (Vedi Piazza Affari: upgradings e downgradins)

Sul Nuovo Mercato ha corso molto bene Tiscali (+0,50% a €15,2) che ha provato a riscattare le forti perdite della scorsa settimana. Il titolo dell’Internet provider sardo ha però bruciato nell’ultima fase il forte rialzo di oggi che è arrivato a punte anche dell’8%.
(Vedi Piazza Affari: Il Nuovo Mercato spera nel Nasdaq e anche Piazza Affari: Tiscali macina punti al rialzo e Piazza Affari: upgradings e downgradings)

In ribasso anche I.Net (-0,02% a €225,4) , malgrado la buona prestazione intraday.
(Vedi Intervista: I.Net stima 2001 in forte crescita)