PIAZZA AFFARI CHIUDE MALE, PREVALE LA LETTERA

9 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso in calo dopo una seduta povera di contenuti e dai volumi particolarmente fiacchi. L’avvio nervoso e in rosso di Wall Street non ha cambiato la sostanza delle cose con gli investitori a fare cassa su quei titoli che erano saliti nei giorni scorsi. In particolare la lettera è piovuta sui telefonici e sui tecnologici, di cui è povero il listino italiano, ma anche sulle municipalizzate e sulle popolari. (Piazza Affari: i titoli chiave di giovedì 9 agosto )

“E’ stato un mercato in posizione di difesa – commenta Federico Schmid, responsabile della sala operativa di Bnp Paribas Sim – che ha sperato in un’apertura positiva dei mercati USA che però non è arrivata, deprimendo nuovamente la nostra Borsa. Piazza Affari, comunque, ha tenuto meglio delle altre borse europee”.

Alla fine della giornata il Mibtel ha segnato un calo dello 0,71%, il Mib30 dello 0,79%. Il Nuovo Mercato non ha fatto eccezioni riportando una perdita del 2,59% a 2.309 punti.

Unico tema nuovo della seduta sono state le voci di un interessamento di San Paolo-Imi ad entrare in Bipop Carire per potersi rinforzare nel settore on line.

Il titolo della Banca bresciana ha approfittato della situazione per recuperare punti dopo i forti cali del resto della settimana che l’hanno pericolosamente riavvicinato ai minimi dell’anno a €3,21. Alla fine però ha chiuso in ribasso con discreti volumi di scambi. (Vedi Piazza Affari: Bipop, mini rally in vista?)

La banca di Brescia ieri ha subito anche il downgrade di UBM. (Vedi anche Piazza Affari: Upgradings e downgradings)

Il ribasso del Nasdaq alla vigilia e nella seduta odierna, nonché le indicazioni poco confortanti sullo stato dell’economia USA, espresse dalla Federal Reserve nel Beige Book, si sono fatte sentire in modo particolare su tecnologici, media e telefonici. Vedi anche Economia USA: Fed descrive crescita lenta

A Piazza Affari ha viaggiato in rosso la scuderia di Marco Tronchetti Provera. Sul finale si è tirato fuori dal mucchio Olivetti che è stato il titolo più scambiato del listino con oltre 77 milioni di azioni scambiate. L’attività sul mercato dei blocchi è stata intensa. Complessivamente oggi è transitato ai blocchi, e in minima parte fuori mercato, il 5,68% del capitale della società di Ivrea.

Il comparto tecnologico ha registrato il calo di STMicroelectronics e della controllante Finmeccanica. Il titolo italo-francese soffre per cause endogene e in particolare per la debolezza del settore dei semiconduttori che manca di prospettive positive nel medio periodo. (Vedi anche Piazza Affari: STM paga effetto Nasdaq)

Anche il Nuovo Mercato ha subito l’onda lunga della crisi dell’high-tech, seppur il dato sia poco valido data la scarsità dei volumi. Il Numtel è stato l’indice peggiore di Piazza Affari, anche a causa delle vendite che hanno colpito Tiscali che stamani ha rotto la soglia psicologica degli €8. Il socio Sandoz ha annunciato di non voler rinunciare alla propria quota in Tiscali (il 21%). (Vedi anche Piazza Affari: Tiscali passa sotto gli €8)

Sempre sul Nuovo Mercato c’è stata l’attesa per gli utili di Freedomland, Reply e Tas ed e.Biscom. Quest’ultima ha presentato la trimestrale in linea con le attese. (Vedi Utili: e.Biscom, perdita di €61,2 milioni 1° semestre)

Nella seduta odierna si sono esauriti i due temi principali che hanno caratterizzato la prima e la parte centrale della settimana azionaria. Il filone rialzista delle popolari, infatti, ha conosciuto la fase di realizzo con tutti i titoli in ribasso. (Vedi anche Piazza Affari: Popolari, subito prese di beneficio)

Vendite anche per le municipalizzate che mercoledì hanno sprintato al rialzo sulle ipotesi di una riforma legislativa che eliminerebbe il vincolo della partecipazione al 51% di comuni ed enti locali dalle così dette municipalizzate. Tra le più pesanti AEM. (Vedi anche Piazza Affari: Municipalizzate in rosso)

In calo anche gli editoriali, mentre tra i pochi titoli in positivo troviamo gli assicurativi come RAS e i petroliferi come ENI; sul Midex ha brillato SAI. (Vedi Piazza Affari: Sai sale su interesse per Edilnord)