PIAZZA AFFARI CHIUDE MALE DIETRO AI REALIZZI

19 Febbraio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso sui minimi una seduta tutta in discesa segnata prima dalle prese di profitto e poi dalla debole partenza dei mercati Usa cui si è aggiunto il calo deciso di Francoforte sotto il peso di Deutsche Telekom.

All’avvio a passo di gambero, normale dopo il rally degli ultimi giorni, hanno fatto seguito una serie di prese di beneficio come dimostra anche il passaggio alla boa di metà giornata.

Lo scenario ribassista ha interessato sin dal primo momento sia l’Europa che le principali piazze asiatiche così come Wall Street.

A preoccupare gli investitori, sono ancora una volta le tensioni internazionali, dopo la notizia che i servizi segreti americani e inglesi starebbero seguendo tre navi da carico che potrebbero trasportare armi irachene di distruzione di massa . Secondo fonti autorevoli del trasporto marittimo, citate dal quotidiano britannico «The Independent», le navi avrebbero mantenuto un costante silenzio radio, in aperta violazione delle leggi marittime internazionali.

Ancora una giornata di passione per Fiat: le voci di un imminente aumento di capitale hanno richiesto una secca smentita da parte della società torinese, ma intanto si mormora che il Lingotto potrebbe decidere di uscire da Italenergia, mentre si continua a discutere della prossima cessione di Toro Assicurazioni e Fiat Avio.

In queste situazioni a beneficiare maggiormente del clima di incertezza sono i titoli con caratteristiche difensive: fatta eccezione per Enel ed Eni, che hanno comunque recuperato parecchio terreno nelle ultime sedute, si fanno avanti le controllate del cane a sei zampe Saipem e Snan Rete Gas.

Male tutto il settore del credito anche se Intesa e Unicredito hanno cercato di difendersi per recuperare la flessione dei giorni scorsi. Tra i titoli peggiori troviamo quelli del risparmio gestito, settore sempre sensibile ai sentimenti di mercato.

Dopo una mattinata in denaro Finmeccanica ha perso terreno, appesantita anche dal ribasso che ha interessato la controllata Stmicroelectronics, penalizzata dai realizzi e anche dal dato su book to bill (rapporto tra ordini e fatturato delle aziende che producono chip) che non ha convinto tutti gli operatori, anzi.

Male gli assicurativi che hanno visto il calo di Generali e Ras.

Autostrade ha chiuso piatta. A tre giorni dalla fine dell’Opa le adesioni sono state molto inferiori alle attese, e c’è chi parla di un ennesimo ritocco al rialzo del prezzo dell’offerta rispetto ai €10 attuali.

Male anche la scuderia di Marco Tronchetti Provera con la holding di riferimento Pirelli che si è rimangiata il guadagno segnato ieri dopo i risultati.

Sul Midex occhi puntati su Benetton e su Fondiaria-Sai, risalita oltre area €10. Sul fondo del listino i titoli editoriali in calo come Mediaset sul Mib30.

Una citazione particolare meritano i titoli legati al mondo del pallone, dopo che il Senato ha approvato il cosiddetto decreto salva calcio, una norma che consentirà alle squadre un discreto risparmio. Le cattive notizie però stanno tormentando due titoli in particolare: Juventus e Roma.

Quest’ultima, dopo la sconfitta rimediata tra le mura amiche nella gara di Champions League contro il Valencia per 1 a 0, vede allontanarsi sempre di più uno degli obiettivi della stagione, con conseguenze negative sul piano dei mancati introiti.

La squadra bianconera, invece, è alle prese con una epidemia influenzale che ha decimato la formazione. Il direttore generale della squadra, Luciano Moggi, non ha escluso di chiedere il rinvio della partita contro il Manchester United di Champions League.

Sul Nuovo Mercato sono andate bene e con volumi sopra la media sia Chl che E.Planet, mentre Tiscali ha perso terreno riavvicinandosi al supporto dei €4.

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