PIAZZA AFFARI CHIUDE MALE, CAUSA OLIVETTI E TMT

30 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso sui minimi una seduta apparsa difficile sin dalla partenza sia per pressioni esterne che per quelle proprie del nostro mercato. Il calo del Nasdaq alla vigilia non era infatti un buon viatico e la successiva apertura in rosso di Wall Street ha confermato le anticipazioni dei future sugli indici USA. (Vedi anche Wall Street apre al ribasso, pesa l’high tech)

Sul lato interno la vicenda Telecom è stata la notizia bomba del giorno.

“Il mercato si è fermato in negativo con forti volumi – commenta Carlo Croce di Rasfin-Sim – confermando così quanto si era intuito già da qualche giorno. Il mercato è ribassista e il calo è arrivato tutto di colpo”.

“Il Fib30 si sta avvicinando al nuovo supporto tecnico a 38.800 e cosa aspettarsi ora è difficile. Navighiamo a vista”.

La seduta odierna è stata dominata dalla lettera sui TMT e sul comparto del risparmio gestito, ma le vendite non hanno risparmiato nessuno.

Al termine della seduta il Mibtel ha perso l’1,72% a 27.377 punti, il Mib30 l’1,84% a 38.822, il Midex l’1,38% a 31.221, il Numtel Il 2,63% a 3.523.

Protagonista in negativo della seduta è stata Olivetti, con un passivo del 9,03% a €2,155 e 234 milioni di titoli scambiati. La holding di Ivrea è stata l’emblema di un gruppo sotto pressione, cosi’ come tutto il comparto. Non solo per la debolezza che interessa anche gli altri titoli europei di settore, ma anche per le vicende interne che, secondo indiscrezioni di stampa, riguarderebbero inchieste giudiziarie a carico del vertice della società. Telecom ha smentito in tarda mattinata il resoconto fatto da La Repubblica, ma gli investitori hanno continuato a vendere determinando il forte calo anche di Telecom Italia (-4,86% a €11,12) e TIM (-3,17% a €6,91).
(Vedi Piazza Affari: tracollo per i titoli telefonici, Olivetti: Boom di scambi aspettando i giudici e sezione RUMORS

che si trova sul menu in cima alla pagina).

Un altro tema della giornata, insieme ai telefonici, è stato quello dei tecnologici. Sul settore hanno pesato le stime peggiori del previsto sui conti dell’americana Sun Microsystem e il fatto che ieri tutti i titoli dei semiconduttori quotati al Nasdaq sono scesi così come nella seduta odierna cominciata due ore or sono.

A soffrire di più, in Italia, è stato STMicroelectronics (-7,31% a €41,95), l’unico vero titolo del settore high tech che tra l’altro ieri è stato downgradato da Deutsche Bank. Gli analisti della Banca tedesca hanno rivisto le stime sugli utili per azione sia per il 2001 (-8%) che per il 2002 (-11%). (Vedi anche Piazza Affari: STM, piove sul bagnato)

Il fallimento dell’accordo nel campo delle fibre ottiche tra la francese Alcatel e l’americana Lucent ha fatto sentire i suoi effetti sul titolo Pirelli (-2,9% a €3,48). Non è un mistero che Pirelli sia interessata a Lucent, e l’uscita di scena di Alcatel rimette in gioco il gruppo milanese. Ma il mercato non ha mai gradito questa prospettiva.
(Vedi Piazza Affari: Pirelli paga rottura Alcatel-Lucent)

Nella saga intitolata a Montedison (-1,67% a €2,82), oggi ha mostrato una certa tenuta la controllata Edison (-0,76% a €10,8), tra i meno peggio della seduta. (Vedi Piazza Affari: cosa aspettarsi oggi)

In ribasso tutto il risparmio gestito, sulla scia dell’incertezza che avvolge l’immediato futuro dei corsi azionari. Se in mattinata era Bipop Carire (2,62% a €4,38) il titolo che segnava il ribasso maggiore, a fine seduta sono stati Fideuram (-4% a €12,66) e Mediolanum (3,18% a €12,98) a correre di più.

Hanno sofferto anche gli editoriali, con L’Espresso (-4,22% a €4,9) pesantissimo. Il titolo dall’inizio dell’anno ha ceduto oltre il 45% e oltre l’80% dal massimo segnato il 22 febbraio del 2000.

Sul Nuovo Mercato ha ceduto Cairo Communication (-3,52% a €34,25), che oggi si è vista confermare il rating “neutral” da Euromobiliare.
(Vedi Piazza Affari: upgrading e downgrading/3 e Cairo, vittima del mercato)

In rosso anche Tiscali (-3,35% a €14,13) che si avvicina al supporto tecnico dei €14. Tra i pochi in positivo El.En (+4,96% a €18,71) che oggi ha incontrato gli analisti finanziari e gli investitori istituzionali.