Piazza Affari chiude la giornata in rosso

11 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari archivia la giornata in rosso. La borsa milanese che, in avvio seduta, aveva mostrato una certa debolezza, al giro di boa ha continuato sull’onda ribassista risentendo dei timori provenienti dall’inflazione della Cina, dove i prezzi al consumo di febbraio sono saliti del 2,7% superando le attese degli analisti. La preoccupazione degli investitori si è riversata, così, in una delle economie mondiali considerate in più forte espansione, dove la salita dell’inflazione potrebbe avere l’effetto di portare il Governo a modificare in anticipo la propria politica monetaria. Gli indici milanesi si sono rassegnati definitivamnete al rosso, dopo l’apertura sotto la linea di parità della borsa di Wall Street, quando si sono unite al rosso anche le altre borse europee che hanno determinato anche gli investitori continentali a vendere. Dal fronte macroeconomico oggi l’agenda è stata priva di appuntamenti per Eurolandia mentre negli Stati Uniti, sono scese a 462 mila le nuove richieste di sussidio alla disoccupazione settimanali. Le attese degli analisti erano per una richiesta pari a 460 mila unità. Ha sorpreso in positivo anche il dato sulla bilancia commerciale il cui deficit scende al di sotto delle previsioni nel mese di gennaio. Sul mercato valutario l’euro rimane ingessato del biglietto verde. Il cambio tra la moneta unica ed il dollaro si attesta a 1,3666. In ribasso il prezzo del petrolio che scambia a 81,99 dollari al barile. Tra gli indici milanesi, il FTSE All-Share archivia la seduta in flessione dello 0,38% a 23.040 punti, mentre il FTSE Mib perde lo 0,43% a 23.540 punti. Giù anche il FTSE IT Mid Cap con un ribasso dello 0,32% a 24.839 punti. In salita, invece, il FTSE IT Star che avanza dello 0,15% a quota 11.317. Le frecce rosse si dividono il posto con quelle verdi nel principale paniere, con Fiat che chiude la seduta in cima la FTSE MIB sul ritorno del tormentone spin-off del settore auto, che aveva galavanizzato il titolo ad inizio settimana e lo aveva frenato ieri dopo le voci sul richiamo di auto in Brasile. Archivia la seduta in rialzo anche Exor. Chiusura sugli scudi per Pirelli che ha proseguito nella scia rialzista iniziata nel pomeriggio di ieri, dopo l’annuncio dei conti 2009 con un ritorno in utile e la distribuzione del dividendo. Frazionali i rialzi per Finmeccanica, che torna sui suoi passi dopo aver festeggiato con più entusiasmo, in mattinata il contratto per AgustaWestland da 560 milioni di euro da parte dell’Aeronautica Militare indiana per la fornitura di 12 elicotteri AW101 per il trasporto governativo. Tra banche in rosso Mps chiude con un frazionale rialzo dopo la conferma del giudizio hold con target price di 1,4 euro per azione, da parte di Deutsche Bank. In fondo al listino la peggiore è Ubi Banca. Rosso profondo anche Intesa San Paolo e Unicredit. Oil in retromarcia con Saipem tra le peggiori del listino dopo la corsa di ieri quando si è aggiudicata nuovi contratti onshore per un valore complessivo di circa 800 milioni di dollari negli Stati Uniti. In discesa Eni. Dopo l’annuncio dell’accantonamento al fondo contenziosi legali per la controversia relativa al consorzio TSKJ in Nigeria, il titolo del cane a sei zampe arretra di oltre un punto. Tra gli altri energetici, ha chiuso sugli scudi Snam RG premiata dal mercato per il piano quadriennale diffuso stamane prima dell’avvio delle contrattazioni. Il piano 2010-2013 prevede un piano di investimenti consolidato di 6,4 mld euro, un incremento medio annuo del Rab stimato a circa il 4,5% e, per il triennio 2010-2012 è prevista una crescita annua del 4% del dividendo per azione. Rimane al palo CIR nonostante abbia annunciato di aver chiuso il 2009 con utile netto in salita. Il gruppo CIR ha archiviato il 2009 con un utile netto consolidato di 143,4 milioni di euro, in crescita di oltre il 50% rispetto al 2008. Sul completo, rosso profondo per Maire Tecnimont dopo i conti 2009. Stessa intonazione per Azimut dopo l’annuncio che nel 2009 è sceso l’utile netto. Denaro invece su Dada che sorride ai conti 2009 e alla conferma delle stime sui ricavi per il 2010.