PIAZZA AFFARI CHIUDE LA GIORNATA IN NEGATIVO

13 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso una seduta in modo assolutamente impermeabile alle notizie provenienti dagli USA, dove ormai è certa l’elezione di George W. Bush alla presidenza. Il listino ha dunque archiviato la giornata con i principali indici in rosso: Mibtel –0,88%; Mib30 -0,94%; Midex –0,56% e anche il Nuovo Mercato ha segnato un ribasso con -2,07% . A sostenere i corsi azionari è stato soprattutto il comparto energetico; in calo gli altri settori con i media cedenti in controtendenza rispetto all’Europa.

La Borsa italiana ha risentito oggi dell’approssimarsi delle scadenze tecniche di venerdì ma, come ha spiegato a WallStreetItalia Donatella Principe, analista di Banca Popolare di Vicenza, “hanno influito anche altri fattori”.

Il primo riguarda Goldman Sachs, che ha ridotto le stime di utile per azione di tutte le società europee, portando l’earning per share dal precedente 6 al 4% a causa del previsto rallentamento dell’economia. C’è stato inoltre il downgrading da parte di Credit Suisse First Boston su StMicroelectronics in Italia (e Infineon in Germania) sulla scia della crisi del comparto semiconduttori. “Questi due fatti hanno spinto il mercato a orientarsi verso i titoli difensivi, ed è per questo che in Italia è salito il comparto energetico”, ha detto Principe.

Vediamo infatti Eni che ha chiuso in rialzo (+1,92% a 6,52 euro) ) al pari di Edison (+1,47% a 11,68 euro)

Nel settore industriale, che nell’ultimo mese ha fatto da puntello alla Borsa e che ora accusa manovre di profit taking, Finmeccanica (-0,89% a 1,33 euro) soffre anche per il calo della controllata StMicroelectronics (-5,1% a 52,7 euro).

Nel settore dei media, che in Europa cresce dello 0,9% e in Italia cede oltre l’1%, si registra ancora il calo di Seat (-4,15% a 2,33 euro) sulla scia dell’operazione di conversione dei titoli risparmio in ordinari.

Nel settore delle telecomunicazioni Donatella Principe ha segnalato l’inizio della copertura di Morgan Stanley su Telecom Italia (-2,87% a 12,9 euro) e Tim (-1,79% a 9,29 euro) rispettivamente con giudizi di “Neutral” e “Outperformer”. L’analista di Popolare Vicenza ha spiegato che si punta l’attenzione particolarmente su Tim sia per considerazioni di carattere strategico, sia per i dati di bilancio solidi: “è ormai diventato quasi un titolo difensivo nel comparto delle tlc”, ha detto. Nessuna particolare preoccupazione, invece, per il calo di Olivetti (-3,92% a 3,21 euro) e Tecnost (-4,71% a 3,56 euro) “in quanto da metà ottobre a metà novembre hanno guadagnato rispettivamente il 43 e il 45%”.

Nel settore bancario-assicurativi è in atto un’operazione di profit taking dopo il rimbalzo delle ultime sedute. Oggi Generali (+1,14% a 40,9 euro) è stato uno dei pochi titoli a sostenere il listino. “Quanto alle banche – ha aggiunto Donatella Principe – è poco spiegabile il calo di Bnl (-2,32% a 3,46 euro) in risposta all’operazione su Cardine in quanto si creerebbe il quinto istituto per dimensioni di sportelli in Italia; c’è da aspettarsi la contrarietà di San Paolo Imi e l’appoggio di Mediobanca”. La flessione di Rolo (-3,41% a 20,09 euro) si spiega “con il concentrarsi di una serie di ordini di vendita che hanno spinto molto giù questo titolo con scarso flottante”.

Nel Nuovo Mercato ha brillato oggi la debuttante Meliorbanca (+8,44% a 6,94 euro). “E’ l’esempio – ha osservato l’analista – di come il mercato sia disposto a comprare titoli di società della Old Economy che si lanciano nella New Economy: se la qualità è solida, si compra; altre matricole come Engineering (-2,82% a 40 euro) hanno invece di fronte situazioni più difficili, con concorrenti del calibro di Andersen Consulting o Finsiel”.