PIAZZA AFFARI CHIUDE IN ROSSO A CAUSA DEI TMT,NY

2 Gennaio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari chiude in rosso trainata dal calo dei titoli tecnologici, media e telefonici, accentuato dal dato sull’indice dell’attività economica americano, il Napm, che è risultato peggiore rispetto alle previsioni.

Il Mibtel ha chiuso con un ribasso dell’1,6% a 29.834, il Mib30 ha perso è l’1,86% a 42.906 e il Midex ha chiuso a –1,1% a 33.537.

Il Napm, calcolato dall’Associazione Nazionale dei responsabili degli acquisti, e’ sceso in dicembre a 43,7, rispetto ai 47,7 del mese precedente. Si tratta del livello piu’ basso dall’aprile ’91 e gli analisti avevano stimato una flessione a 46,9.

“Questo calo del Napm ha fatto paura alla borsa -ha detto un operatore di borsa a WallStreetItalia – perchè potrebbe indicare una frenata dell’economia americana più brusca di quanto non ci si aspettasse.”

Il dato USA e l’apertura negativa di Wall Street hanno solo aggravato una situazione già debole a Piazza Affari.

Il settore media è stato preso di mira, particolarmente Mediaset (-4,9% a 12,17 euro), per prese di beneficio dopo i rialzi delle ultime sedute, secondo un trader. Ma ha pesato anche l’arretramento generale che colpisce il settore editoriale. Infatti, sono andati giù anche Espresso (-8,2% a 8,54 euro), Mondadori (-6% a 9,49 euro) e Class (-7,4% a 11,05 euro).

Seat (-9,8% a 2,14%), invece, è stata colpita da una presa di distanza del mercato dai valori legati a Internet.

Tra i telefonici, Tim (-0,2% a 8,49 euro) ha contenuto le perdite grazie alla rimodulazione del paniere del Mib30, all’interno del quale l’operatore di telefonia mobile è destinato ad avere un peso superiore rispetto a prima. Lettera invece su Olivetti (-3,14% a 2,46 euro) e Telecom Italia (-1,4% a 11,65 euro).

Anche i titoli tecnologici hanoo sofferto, tra i quali Tiscali (-7,8% a 16,68 euro) e TXT-eSolutions (-9,9% a 88 euro).

Il produttore di semiconduttori, STMicroelectronics ha perso perdendo l’ 8,25% a 42,60 euro. Di conseguenza, Finmeccanica, che ha una grossa partecipazione in STMicroelectronics, ha ceduto il 3,5% a 1,17 euro. Un analista ha osservato che il settore dei semiconduttori è sotto pressione sulle aspettative di una contrazione dei volumi di vendita dei personal computer.

Tra gli energetici, il fatto che l’OPEC stia considerando tagli alla produzione per far alzare i prezzi del greggio non ha aiutato Eni (-1% a 6,75 euro). In parte il calo del titolo è dovuto al fatto che il governo a confermato che una quinta tranche di Eni sarà venduta in primavera.