PIAZZA AFFARI CHIUDE BENE GRAZIE A DATI USA

17 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso una giornata trascorsa in altalena, che ha visto gli indici affossarsi pesantemente sulla scia della chiusura negativa del Nasdaq di ieri e del profit warning del colosso americano Cisco, per poi risalire puntellati dai dati sull’inflazione USA a marzo, che sono stati migliori delle aspettative.

“Ora il mercato ha un motivo in più per sperare in un nuovo taglio dei tassi di interesse americani da parte della Federal Reserve – dice a WallStreetItalia Francesco Amici, di Cofin Sim – “l’umore tuttavia è leggermente cambiato rispetto alla settimana scorsa, quando una vena di ottimismo aveva cominciato a pervadere il mercato; oggi, dopo la batosta di Cisco, che peraltro sta recuperando dal ribasso subito in apertura a Wall Street, l’atteggiamento degli investitori è più cauto. Oltre tutto – aggiunge l’operatore – per tutta la settimana sono attesi altri dati dalle imprese, a partire da Intel questa sera”.
(Vedi Utili: Cisco annuncia profit warning).

Il Mibtel ha chiuso con un rialzo dello 0,28%, il Mib30 a +0,33%. Amici sottolinea la sensibile escursione del Fib30, che dopo essere sceso nel corso della giornata fino a un minimo di 38.880 punti, ha poi raggiunto un massimo di 39.855 punti. “E’ stata importante la tenuta e la successiva risalita – dice ora l’operatore – al di sotto dei 38.800 punti si sarebbe riaperto il trend ribassista che ci aveva portato giù due settimane fa”.

Il mercato italiano ha mostrato una capacità di tenuta superiore a quella degli altri listini europei. “Le nostre migliori performance – spiega a WallStreetItalia un altro operatore di Cofin Sim – sono legate al fatto che il Mib30 è diversificato e ospita anche titoli difensivi, come gli energetici o gli assicurativi; in questo senso è più facile che il nostro listino tenga meglio rispetto, per esempio, di quello tedesco, dove il Dax ha connotazioni fortemente tecnologiche”.

Un aspetto che colpisce guardando l’andamento del listino è che all’interno degli stessi settori si evidenziano performance diverse: “segno – spiega Amici – che da parte del mercato c’è una maggiore volontà di operare con selettività.

Questo ha fatto sì che, per esempio, nel comparto dei titoli telefonici, Olivetti abbia chiuso in ribasso di circa lo 0,88% a €2,37, mentre Telecom Italia abbia terminato a circa +0,92% a €12,34 e TIM a circa +0,76% a €7,52. “Olivetti – dice un operatore – aveva saputo infrangere il muro dei €2,40: un ottimo risultato visto che circa un mese fa era intorno a €1,95; ora il rischio è che possa scendere ancora sulla scia dei risultati negativi dei telefonici a livello internazionale. Se confrontiamo i nostri telefonici con gli altri in Europa, vediamo che i nostri hanno perso meno”. (Vedi Tlc: crollano su Ericsson, indagine Consob e TIM: analisti dubbiosi aspettano dati a maggio)

Nel comparto del risparmio gestito avviene la stessa cosa, con Bipop Carire che ha lasciato circa l’1,61% a €5,38 e, sull’altro fronte, Mediolanum in crescita di circa lo 0,24% a €12,52. (Vedi Piazza Affari: risparmio gestito verso il basso)

Tra gli editoriali, Espresso è stata penalizzata e ha terminato con un calo di circa l’2,07% a €6,10; Seat Pagine Gialle ha perso circa lo 0,58% a €1,37, mentre Mediaset ha chiuso in positivo con +0,42% a €11,36. “Ciò che si sente dai rumor di mercato – dice l’analista – è che il settore ricomincerà a crescere e che nei prossimi tre mesi sarà bene aver comprato per farsi cogliere preparati dal rialzo”. (Vedi Piazza Affari: momento no per gli editoriali)

Anche i titoli che hanno chiuso in ribasso sono comunque riusciti a recuperare rispetto alla prima parte della giornata. Lo dimostra la stessa STMicroelectronics che ha terminato con un ribasso di circa l’1,86% a €40,55, dopo che a metà seduta lasciava oltre il 5%.

Tra i titoli che hanno terminato in crescita si è messa in luce Montedison (+5,61% circa a €3,10) per la quale sembra che ci sia ancora da rastrellare prima dell’assemblea degli azionisti fissata per il 14 maggio prossimo. “Ora sul titolo c’è pure speculazione – avverte Amici – più passa il tempo più diventa rischioso, in questo momento il titolo offre un premio di circa il 15% rispetto alla sua valutazione”.
(Vedi Piazza Affari: Montedison ancora alla ribalta)

E in positivo c’è anche Eni (+0,25% circa a €7,49), vicina ai massimi storici. “E’ un titolo che può arrivare tranquillamente fino a €8; fino a €9 non mi azzarderei – spiega un operatore – in quanto per riuscirci, il gruppo dovrebbe ripetere i risultati eccezionali dello scorso anno”.

Sul Nuovo Mercato si è confermato l’andamento rialzista di Reply (+5,59% circa a €16,20) dopo i risultati 2000 che evidenziano un utile netto in crescita del 19% sul 1999, mentre sono rimasti in negativo Tiscali (-2,10% circa a €14,72) e Freedomland (-5,45% circa a €26,04).