PIAZZA AFFARI CHIUDE ALTRA SEDUTA DI PASSIONE

14 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso tutta in rosso, con forti vendite nel comparto dei TMT, cioè tecnologici, media e telefonici. Male ha fatto anche il comparto del risparmio gestito.

La debolezza arriva ancora una volta dall’America, ma anche dai profit warning di casa nostra come quello che oggi ha annunciato StMicroelectronics.

I dati sullo stato dell’economia USA non sono particolarmente confortanti e Wall Street è caduta in depressione sin dall’avvio con il Nasdaq che cede oltre il 2% e si avvicina a passi forzati al supporto a quota 2.060 punti.

Il Mib30 ha, invece, rotto l’importante supporto dei 38.000 punti e, come ha spiegato un’analista in mattinata, ora “si potrebbe aprire una strada tutta al ribasso, fino ai 36.800 punti”. (Vedi anche Piazza Affari: I TMT affossano il listino)

Vale la pena ricordare che i prezzi con i quali il listino ha chiuso oggi faranno da riferimento alle scadenze tecniche di domani: un appuntamento molto delicato, denominato dagli addetti ai lavori “le tre streghe”. Si tratta della scadenza premi, della scadenza opzioni e della scadenza future.

Il Mibtel alla fine ha chiuso in ribasso dell’1,62% a 26.723 punti, il Mib30 a -1,88% a 37.684 punti, il Midex a -0,6%, il Numtel a -4% a 3.172, nuovo minimo storico per l’indice del Nuovo Mercato.

Titolo della seduta è stato STMicroelectronics (-5,17% a €38,55), in forte correzione seppur lontano dai minimi. La società guidata da Pasquale Pistorio, come anticipato da Wall Street Italia nella sezione RUMORS stamattina, ha lanciato questo pomeriggio un profit warning.

La società italo-francese si attende che il fatturato per il secondo trimestre 2001 si attesti tra $1,55 e $1,6 miliardi, al di sotto della forchetta tra $1,65 e gli $1,8 miliardi anticipata in precedenza. Il calo delle stime avrà come conseguenza un margine operativo lordo intorno al 38% rispetto al 41% circa previsto in precedenza.
(SULL’ARGOMENTO VEDI ANCHE:


Utili: StM, profit warning sul secondo trimestre)

Anche Tiscali (-6,76% a €11,68), sul Nuovo Mercato, ha avuto la sua giornata di passione dopo che Dresdner ha suggerito di dirottare gli investimenti sulla francese Wanadoo e ha assegnato un rating “Sell”, cioè vendere, con target price a €11,5. (Vedi Piazza Affari: Tiscali tira giù il Nuovo Mercato e anche anche Piazza Affari: Upgradings e downgradings)

In forte calo, tanto per rimanere nella New Economy, Freedomland (-7,35% a €18,92). Il titolo continua nella sua lunga discesa, dopo che Marco Benatti e Urbano Cairo hanno annunciato ufficialmente il ritiro dall’operazione di acquisizione del gruppo.

E’ andata giù anche Novuspharma (-3,36% a €47,2) sebbene la società di ricerca biotecnologica abbia annunciato un passo avanti nella sperimentazione di un farmaco antitumorale (Vedi Piazza Affari non premia Novuspharma)

Montedison (-1,31% a €2,72) ha chiuso in rosso, ma ha resistito meglio di altri alla giornata di sole vendite. Secondo il Financial Times è imminente la costituzione di una joint venture nella quale confluirebbero parte delle quote detenute dai principali soci, come Edf e Mediobanca.

Enel (-1,26% a €3,84) ha ripiegato dopo una partenza in denaro, nonostante voci di mercato che scommettono su interessanti novità per gli azionisti (Vedi sezione RUMORS

che si trova sul menu in cima alla pagina).

Forte lettera per i telefonici e in particolare per Olivetti (-4,54% a €2,02) nonostante oggi, nel corso dell’assemblea di bilancio sui conti del 2000 sia stata assicurata la validità del piano di rientro dall’indebitamento (Vedi Piazza Affari: Olivetti promette, borsa dubita)

Telecom Italia (-2,77% a €10,730) è al centro dell’attenzione dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di quattro alti dirigenti del gruppo, secondo quanto anticipato da un settimanale. Il numero uno Roberto Colaninno ha oggi rivendicato la “certezza dell’onestà” nonostante i “travagli” degli ultimi giorni.
(Vedi Piazza Affari: telefonici in corsa, i retroscena)

In calo, sulla scia delle stesse vicende, anche Seat Pagine Gialle (-1,42% a €1,180). L’amministratore delegato, Lorenzo Pellicioli, ha detto di “non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. Dobbiamo capire che cosa chiedono i magistrati e poi chiarire con loro le questioni. Per quanto mi riguarda, non vedo conflitti di interesse e nessun falso in comunicazioni sociali. E’ tutto regolare, trasparente e chiaro”.

Nella galassia di Roberto Colaninno ha perso anche TIM (-4,48% a €6,1) che ieri ha annunciato l’arrivo per Natale dei nuovi telefonini GPRS (Vedi Intervista: telefoni TIM con GPRS a Natale)

Va male il comparto media. Oltre alla flessione di Seat Pagine Gialle, spiccano per il loro calo sia Mediaset (-3,29% a €10,39) che L’Espresso (-5,25% a €4,440). (Vedi anche I media lontani dal recupero
)

Syul fronte del risparmio gestito in profondo rosso Mediolanum (-5,08% a €12,200) e Bipop Carire (-3,64% a €4,32).

Pochi i titoli che sono riusciti a limitare i danni, tra cui brilla la resistenza di ENI (+0,13% a €7,79), ma anche di alcuni finanziari come Mediobanca (-0,39% a €12,9) e Rolo 1473 (-0,66% a €17,510). (SULL’ARGOMENTO VEDI ANCHE:


Piazza Affari: Rolo in controtendenza)