Piazza Affari cede al segno meno

22 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Si è chiusa in leggero ribasso la prima seduta della settimana per Piazza Affari, che ha perso terreno assieme alle altre borse europee a seguito del progressivo indebolimento di Wall Street nel pomeriggio. C’è attesa per la fiducia dei consumatori statunitensi di domani, per l’audizione del presidente della Fed, Ben Bernanke, mercoledì e per la revisione del Pil Usa del 4° trimestre in calendario venerdì. Le commodity hanno frenato la corsa dopo la partenza della borsa a stelle e strisce, con il Wti tornato sotto quota 80 usd e con l’oro a 1.111 usd/oncia. Si indebolisce anche l’euro, scendendo sotto gli 1,36 dollari. A Milano l’indice FTSE IT All-Share archivia la seduta con un ribasso dello 0,18% a 22.219, il FTSE MIB con un calo dello 0,31% a 21.704. Restano a galla il FTSE IT Mid Cap con un +0,21% a 23.841 ed il FTSE IT Star +0,36% a quota 11.038. Brilla Pirelli, galvanizzata dall’annuncio dell’aumento dei prezzi di tutti i pneumatici dal 4% al 6% per la crescita dei costi delle materie prime. Positivi ma sotto i massimi i titoli del settore petrolifero, su alcune novità in tema di M&A. Schlumberger, leader nel settore servizi petroliferi, e Smith International hanno annunciato ieri sera con una nota congiunta la conclusione di un accordo in base al quale la Smith verrà acquisita dal gigante, a conferma di alcuni rumors circolati nelle sale operative venerdì scorso. Tenaris avanza di oltre l’1%, Saipem dello 0,36% mentre Eni lima lo 0,29%. Ferma al palo l’Enel. Tra le banche svetta Mediolanum, mentre il Banco Popolare sale di mezza frazione di punto nonostante il taglio del target price da 6,6 a 6,5 euro da parte di Nomura. Segno più anche per Mediobanca, anche lei sotto la lente di Nomura che ha rivisto al ribasso il prezzo obiettivo a 9,2 da 10,4 euro. Limature per Intesa SanPaolo: il gruppo ha ceduto ai francesi di Agricole 190 filiali per un importo di circa 900 mln di euro. In coda al paniere principale Telecom Italia: secondo quanto riportato dal Corriere Economia, supplemento economico de il Corriere della Sera, il piano strategico per il triennio 2010/2012 potrebbe slittare di un anno. Congelata per il momento l’opzione di una fusione con i soci spagnoli di Telefonica. Sul completo incandescente Beni Stabili con la controllante Fonciere des Regions che proporrà all’assemblea dei soci un dividendo per azione di 3,3 euro in numerario e di 6 azioni Beni Stabili per un totale per azione di 6,9 euro (sulla base di un valore di 0,6 euro per le azioni italiane). In marcia Biesse dopo la comunicazione del piano triennale approvato oggi dal Consiglio di Amministrazione. Il cda del Gruppo stima una crescita media ponderata dei ricavi pari al 13,4% e, per il 2012 in particolare, un reddito operativo lordo di 45-50 milioni di Euro superiore a quello di fine 2009 (10-10,5% l’EBITDA margin a fine 2012). Richiesta Aedes, in scia all’accordo definitivo relativo allo scioglimento delle joint ventures detenute pariteticamente tra il gruppo Aedes ed il gruppo Operae. Bene Ascopiave. Domani a Palo del Colle, in provincia di Bari, verrà inaugurato un nuovo importante impianto fotovoltaico nato dalla Joint Venture paritetica tra Agroenergetica srl e Ascoenergy srl, società controllata dal Gruppo Ascopiave.