PIAZZA AFFARI CADE CON VENDITE GENERALIZZATE

9 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso la seduta in rosso, non lontano dai minimi toccati nel pomeriggio dopo la partenza in ribasso dei mercati statunitensi che non hanno seguito il progresso della vigilia. A livello macroeconomico ha pesato il dato americano sulle scorte risultato peggiore delle attese.

A livello monetario il dollaro cresce sulla scia sulle ipotesi di una crescita economica Usa superiore a quella europea e giapponese.

Dall’altra però sono state espresse fosche prospettive per il Dow Jones, che secondo alcune stime potrebbe finire sotto quota 5.000 punti.

Si tratta di indicazioni che pesano sui mercati, particolarmente a disagio in questi giorni a causa dell’imminente anniversario dell’11 settembre, e della prospettiva di un nuovo conflitto tra Usa e Iraq.

Sul Vecchio come sul Nuovo Continente l’idea di un prossimo e oramai imminente nuovo conflitto nel Medio Oriente si è infatti radicato tra gli investitori. Sembra oramai evidente che l’amministarazione Bush abbia identificato il periodo intercorrente tra l’anniversario dell’11 settembre di mercoledi’ prossimo e le elezioni del 5 novembre come il piu’ adatto per un intervento in Iraq.

Lo scenario di una guerra aiuta tuttavia i titoli petroliferi. C’è molta attesa per la prossima riunione dell’Opec, che si svolgerà a Osaka in Giappone il prossimo 19 settembre con la partecipazione di un ospite inconsueto.

Per il prezzo del greggio si fanno previsioni di forte rialzo.

Ma che la giornata sarebbe stata comunque di quelle da non incorniciare lo si era già capito a metà giornata quando Milano ha accelerato al ribasso rispetto all’apertura, al pari delle altre borse europee, anch’esse negative fin dall’avvio.

“I volumi sono stati in linea con quelli della scorsa settimana – ha commentato un trader milanese che ha chiesto l’anonimato per politica aziendale – e sui mercati perdura la negatività diffusa e l’assenza di idee. Oggi hanno tenuto banco il consiglio d’amministrazione di IntesaBci e l’autoOpa di Marzotto ma per il resto il mercato guarda sempre con maggiore preoccupazione ai venti di guerra che spirano da Bagdad”.

Il Mibtel si è fermato a –1,74% a 18.058 punti.
Il Mib30 ha chiuso a –2% a 24.510 punti.
Il Midex ha perso lo 0,81% a 22.878 punti.
Il Numtel ha ceduto il 3,47% a 1.278 punti.

In Italia gli energetici hanno sovraperformato gli indici, ma Eni non è riuscita a sfruttare a pieno il giudizio positivo di
Lehman Brothers. Il rialzo ha invece coinvolto in pieno la controllata Saipem.

Il denaro ha interessato anche Mediaset e due bancari: IntesaBci che oggi ha presentato il suo piano industriale, e Bnl su cui potrebbero esserci
novità sul partner con cui fondersi.

Ma per il resto lo scenario è molto depresso.

Sono andati giù gli assicurativi, con particolare nervosismo su
Generali e sulle ipotesi di siluramento di Gianfranco Gutty.

In lettera i telefonici che hanno sofferto con Telecom Italia downgradata da una importante banca d’affari. Ribassi più corposi però sulle holding Pirellli e Olivetti. Pirelli ha comunicato di aver chiuso il primo semestre 2002 con una perdita netta di competenza, tenuto conto degli effetti di Olimpia, di €52 milioni. Senza considerare gli effetti della holding che detiene la quota di maggioranza relativa di Olivetti, il gruppo ha chiuso con un utile di €2 milioni.
Per il risultato operativo “si prevede che l’andamento registrato dal gruppo nella prima metà dell’esercizio possa essere sostanzialmente confermato grazie alle azioni di efficienza avviate” spiega la società.

Il tecnologico per eccellenza, Stmicroelectronics, ha lasciato sul terreno quasi cinque punti percentuali. Una forte responsabilità è di SSSB che ha ridotto la raccomandazione sia sul titolo che su tutto il comparto dei semiconduttori a livello europeo.

Allo stesso modo ha perso quota Tiscali sulla quale ci sono indiscrezioni sul fronte francese, ma che soffre per il fatto che gli analisti di CSFB hanno deciso di abbassare il giudizio dell’intero settore Internet a “underweight”.

Secondo gli analisti di CSFB la decisione è dovuta all’attuale inclinazione degli investitori, più avversi al rischio e meno favorevoli verso titoli ciclici. A ciò si aggiunga il fatto che la crescita del settore è ostacolata dalla crisi della pubblicità, che abbassa il fatturato dei media online.

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Tra gli altri titoli, da segnalare la caduta di Fondiaria sul Midex, dopo il giudizio negativo di fronte Ubs.

Marzotto e Zignago sono state rispettivamente sospese per eccesso di rialzo e di ribasso dopo l’annuncio dell’Opas di Zignago su Marzotto, finalizzata alla riorganizzazione interna del gruppo.

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